Articolo di lunedì 11 novembre 2024
Protagonisti
Autrice
Laura Bajardelli
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Cash or trash: svelando il Design italiano

In una delle puntate della trasmissione televisiva Cash or Trash, dove i concorrenti propongono degli oggetti vintage, rari e singolari a un gruppo di mercanti di antiquariato e modernariato che cerca di aggiudicarseli all’asta, è stato presentato un oggetto che ha destato subito grande apprezzamento. Un posacenere azzurro, in plastica, a marchio Olivetti, disegnato da Giorgio Soavi negli anni '60. Senza esitazione, i mercanti presenti in trasmissione hanno riconosciuto l’oggetto come un pezzo iconico.

L’eredità di Olivetti nel design

Faceva parte della collezione della fabbrica di Ivrea che, oltre a produrre macchine per scrivere e calcolatrici, affidandone il design a grandi maestri come Nizzoli, Sottsass, Figini e Pollini, si occupava del lavoro a tutto tondo. Progettava, infatti, mobili per ufficio e complementi d’arredo, coniugando estetica e funzionalità, secondo quello che potremmo chiamare “stile Olivetti”. E questo stile non era riservato alle macchine da scrivere o ai negozi monomarca (allestiti per esempio da Carlo Scarpa, BBPR, Franco Albini e Franca Helg) ma anche agli uffici e alle officine (progettati per esempio da Figini e Pollini, da Ignazio Gardella e Marco Zanuso e ci sarebbe stato anche un nuovo centro di produzione, se Adriano Olivetti non fosse scomparso nel 1960, firmato da Le Corbusier). E questo stile veniva applicato persino lungo la catena di montaggio. Basti pensare che addirittura i colori dei macchinari e degli spazi di lavoro erano pensati per favorire il benessere dei lavoratori.

Una vera e propria epopea, quella della Olivetti, intesa come famiglia e come azienda. Se ne continua a parlare e scrivere ancora oggi, tra i più memorabili ricordiamo il romanzo “Il Conte”, ispirato ad Adriano Olivetti, e “Adriano Olivetti. Una sorpresa italiana”, entrambi di Giorgio Soavi.

Giorgio Soavi, pilastro poliedrico della Olivetti

Giorgio Soavi è stato uno dei pilastri di quella storia e di quell’azienda, contribuendo a creare un’estetica unica e riconoscibile, combinandola con la funzionalità, riflettendo l'approccio innovativo dentro e fuori dalla fabbrica.

Nato a Broni, in provincia di Pavia, nel 1923, è stato scrittore, poeta e giornalista, oltre che punto di riferimento per l’arte dell’azienda Olivetti. Figura poliedrica, lo scrittore è entrato nel mondo Olivetti poco più che ventenne, prima nelle Edizioni di Comunità e poi, negli anni Cinquanta, nella società Olivetti come curatore di grandi progetti legati all’arte e all’editoria. Durante la sua carriera, Soavi ha collaborato con alcuni dei designer e artisti più illustri, tra cui Bruno Munari, Ettore Sottsass, Jean-Michel Folon, Alberto Giacometti e Balthus, con i quali ha instaurato profondi rapporti di amicizia che hanno consentito di conoscere gli artisti e la loro arte da punti di vista inediti e sorprendenti, di mescolare il quotidiano con lo straordinario e di arrivare anche a produrre dei risultati eccezionali per originalità e qualità. Ad esempio: le agende da tavolo e i libri strenna aziendali con opere della letteratura mondiale illustrate da artisti, spesso ancora talenti emergenti. Ogni pubblicazione è meravigliosa ed è diventata un pezzo d'arte in sé e, per stare in linea con il tema della trasmissione televisiva, molto collezionabili. Per non parlare di altri pezzi iconici come il raro orologio da tavolo in cristallo progettato da Sottsass. E anche i libri scritti dallo stesso Soavi, poeta e romanziere, sono delle perle. Perlomeno per chi vi sta parlando attraverso questo articolo e che ha avuto il privilegio di incontrarlo. Il ricordo è ancora vivido.

Il posacenere azzurro è uno di quei pezzi facilmente riconoscibile per pensiero e qualità, immediatamente attribuibile all’artista e all’epoca, come tanti altri oggetti e creazioni di quel periodo d’oro del design italiano.

Il design italiano oggi

Oggi, il design italiano continua a evolversi ma affonda le radici nell’epoca d’oro e nei principi di pionieri come Soavi. L’attenzione al dettaglio, la ricerca della bellezza anche negli oggetti di uso quotidiano e la capacità di raccontare storie attraverso il design, sono caratteristiche che definiscono questa tradizione.

Programmi televisivi come Cash or Trash non solo intrattengono ma offrono oggi una piattaforma per celebrare davanti a pubblico vasto come quello televisivo queste qualità; incuriosendo e ispirando le nuove generazioni, e in genere tutti gli spettatori, ad approfondire le affascinanti storie degli oggetti, rendendo omaggio ai protagonisti e alle loro creazioni di design. Molte persone sentono nominare per la prima volta un artista, un pezzo di storia dell’arte o di impresa o di storie personali, contribuendo a rendere il design una realtà più democratica e accessibile. Dietro a ogni oggetto c’è una storia, un artigiano, un artista o anche un’impresa che merita di essere conosciuta e raccontata. Giorgio Soavi è senz’altro uno di questi.


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