A Milano 26 nuove pietre d’inciampo per commemorare le vittime dei campi di sterminio: ricorda anche una bambina di 5 anni
Milano – Milano rinnova il suo impegno nel preservare la memoria storica delle vittime del nazifascismo. Nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria, saranno posate altre 26 pietre d’inciampo tra il 23 gennaio e il 13 marzo, raggiungendo un totale di 224 pietre in città. Questi simboli commemorativi, posti di fronte alle abitazioni delle […]
Milano – Milano rinnova il suo impegno nel preservare la memoria storica delle vittime del nazifascismo. Nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria, saranno posate altre 26 pietre d’inciampo tra il 23 gennaio e il 13 marzo, raggiungendo un totale di 224 pietre in città. Questi simboli commemorativi, posti di fronte alle abitazioni delle vittime, ricordano i cittadini deportati nei campi di sterminio in quanto ebrei o oppositori politici.
Emilia Amalia Levi, la bambina del treno di Primo Levi
Tra i nuovi nomi ricordati, spicca quello di Emilia Amalia Levi, una bambina di soli 5 anni, menzionata da Primo Levi nel primo capitolo di Se questo è un uomo. Emilia Amalia, insieme al padre Aldo Levi – ex capo dei servizi elettrici del Comune di Milano – alla madre Elena Viterbo e al fratello Italo, fu deportata ad Auschwitz dopo il censimento degli ebrei e la conseguente espulsione della famiglia.
Una memoria diffusa nelle vie di Milano
Le nuove pietre saranno posate in diverse zone della città, come:
- Via Palmieri, dove saranno ricordati tre antifascisti – Carlo Ciocca, Paolo Volpi e Luigi Negroni – membri di una cellula comunista clandestina dello Stadera.
- Via Larga, dove il Comune di Milano dedicherà una targa ai dipendenti comunali deportati nei campi di sterminio.
“La posa delle pietre d’inciampo è un momento toccante per Milano. Riportiamo simbolicamente queste persone nelle loro case e teniamo viva la memoria delle loro storie”, ha dichiarato Elena Buscemi, presidente del Consiglio comunale di Milano, durante la conferenza stampa per il Giorno della Memoria.
Altre storie di resistenza e dolore
Tra i nomi ricordati ci sono anche:
- Alfredo Winter, un bambino ebreo tedesco, deportato insieme alla madre Meta Marie Kuh e alla nonna Karoline Meyer, che avevano cercato rifugio a Milano prima delle leggi razziali.
- Altri deportati per motivi politici e razziali, come membri di famiglie e comunità colpite dalle leggi fasciste e dalla persecuzione nazista.
Alessandra Minervi, rappresentante del Comitato delle pietre d’inciampo, ha sottolineato: “Alcuni episodi, come la denuncia di interi nuclei familiari o gruppi, ci fanno riflettere sul prezzo umano pagato per il vantaggio personale di pochi”.