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Categoria: ARTE - CULTURA

A Milano torna Slash, il festival multidisciplinare che rende accessibili le arti performative

Dal 18 al 27 settembre Milano ospita la terza edizione del festival ideato dalla la compagnia teatrale ArteVOX, con il sostegno di Fondazione di Comunità Milano, Regione Lombardia e ministero della Cultura nell'ambito del programma "Milano è Viva", e con il patrocinio del Municipio 7

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Dal 18 al 27 settembre Milano ospita la terza edizione di Slash, festival multidisciplinare dedicato alla ricerca sull'accessibilità nelle arti performative. La manifestazione pone al centro la programmazione di artisti e artiste con disabilità, insieme all'accoglienza di pubblici con bisogni specifici, neurodivergenti o con disabilità. A ideare e organizzare l'iniziativa è la compagnia teatrale ArteVOX, riconosciuta dal ministero della Cultura, con il sostegno di Fondazione di Comunità Milano, Regione Lombardia e ministero della Cultura nell'ambito del programma "Milano è Viva", e con il patrocinio del Municipio 7.


Il Municipio 7 come palcoscenico di rigenerazione culturale


Il festival si sviluppa nelle aree periferiche del Municipio 7 di Milano, territorio densamente popolato che gli organizzatori individuano come meritevole di una maggiore valorizzazione culturale. Ogni appuntamento è pensato per garantire una piena fruibilità: interpreti in Lingua dei segni italiana (LIS), mappe tattili, touch tour, testi in Braille, mappature degli spazi e aree dedicate alla decompressione sensoriale accompagnano l'intera programmazione.


L'apertura tra silenzio e fiabe reinterpretate


Il calendario si apre venerdì 18 settembre a Mare Culturale Urbano. Alle 18.30 è in programma "Aperitivo silenzioso" del Laboratorio Silenzio, un momento conviviale in cui la lingua dei segni diventa strumento di incontro tra i partecipanti. Alle 20.30 segue "I racconti del merlo" della Factory Compagnia Transadriatica di Lecce, con l'interpretazione di Francesco Stefanizzi, attore e autore con disabilità motoria. Lo spettacolo intreccia e riadatta due fiabe di Oscar Wilde, "Il Gigante egoista" e "Il Principe felice", con Stefanizzi che moltiplica la propria presenza scenica per dare voce a tutti i personaggi, alternando ironia e malinconia poetica. Tradotto in LIS per il pubblico sordo segnante, lo spettacolo compie una scelta artistica netta: la disabilità non viene proposta come tema dell'opera, ma come pratica espressiva del corpo.


Un sabato tra infanzia, memoria e libertà


Sabato 19 settembre la programmazione prosegue ancora a Mare Culturale Urbano. Alle 10.30 va in scena "Conchiglie", spettacolo senza parole pensato per la prima infanzia (2-6 anni), firmato dal Laboratorio Silenzio con l'attrice cinese Yue Liu, che affronta il tema della perdita come percorso di trasformazione e ricostruzione dell'identità. Alle 18 apre al pubblico la mostra "Segni di resistenza" di Etnorama, Cultura per nuovi ecosistemi: un percorso espositivo composto da dieci opere nate da un progetto partecipativo realizzato insieme al Pio Istituto dei Sordi di Milano, con opere che riflettono su identità e resilienza e traduzione in LIS. 


Alle 20.45 è la volta di "The beat of freedom" di Marta Cuscunà, performance che unisce teatro e narrazione politica attorno ai temi della libertà e dell'autodeterminazione, con le illustrazioni dal vivo di Fabio Babich e un accompagnamento musicale rock, oltre all'interpretariato in LIS. La giornata si chiude alle 22 con "Discoslash", silent disco curata da Matteo Bersani, fratello della danzatrice e attivista Chiara Bersani: una pista da ballo silenziosa in cui la musica viene percepita attraverso cuffie e dispositivi vibrotattili, rendendo l'esperienza accessibile anche al pubblico sordo e trasformando il ritmo in sensazione fisica.


Il teatro come "medicina" per bambini e famiglie


Il 20 settembre, alle 11, lo Spazio Teatro 89 ospita "Amarbarì" della compagnia Unterwasser Theatre, all'interno della rassegna "Sciroppo di Teatro". Il progetto, promosso da Fondazione di Comunità Milano, Fondazione per l'infanzia Ronald McDonald Italia e Teatro del Buratto, di cui ArteVOX è partner, propone il teatro come una sorta di "medicina" che i pediatri possono prescrivere a bambini e famiglie. "Amarbarì", che in lingua bengali significa "casa mia", racconta una casa mobile, aperta e ospitale, una casa-mondo che afferma il diritto all'esplorazione e alla libera circolazione di ogni creatura sulla Terra. Lo spettacolo è accessibile anche a bambine e bambini nello spettro autistico, grazie a un adattamento curato da ArteVOX.



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