Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano (n°278 dell’11/10/2017) – Organo ufficiale dell’Osservatorio Metropolitano di Milano

Addio a Giorgio Armani: lutto cittadino a Milano per il Re della moda italiana

Giorgio Armani è morto a 91 anni. Camera ardente a Milano, funerali privati. Sala: “Resterà per sempre simbolo della moda italiana”

Di

Milano – Il mondo della moda e della cultura piange la scomparsa di Giorgio Armani, morto a 91 anni dopo una lunga malattia. Lo stilista, universalmente conosciuto come “Re Giorgio”, si è spento serenamente circondato dai suoi cari.

La camera ardente sarà allestita a Milano presso l’Armani/Teatro in via Bergognone 59, da sabato 6 a domenica 7 settembre (ore 9-18). Per volontà dello stilista, i funerali si svolgeranno in forma privata.

Il cordoglio del Gruppo Armani

In una nota ufficiale, azienda e famiglia hanno dichiarato: “Con infinito cordoglio, il gruppo Armani annuncia la scomparsa del suo ideatore, fondatore e instancabile motore: Giorgio Armani. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi alle collezioni e ai progetti in corso. In questa azienda ci siamo sempre sentiti parte di una famiglia. Oggi sentiamo il vuoto che lascia, ma nel suo spirito continueremo a portare avanti ciò che ha costruito, con rispetto, responsabilità e amore”.

Milano proclama il lutto cittadino

Il sindaco Giuseppe Sala ha annunciato che nel giorno dei funerali sarà proclamato il lutto cittadino. “Giorgio Armani è stato e resterà per sempre uno dei massimi rappresentanti della moda italiana e milanese nel mondo. A Milano mancheranno il suo sguardo creativo, la sua partecipazione e il suo sostegno alla vita della città”.

Il ricordo delle istituzioni

Il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha sottolineato: “Giorgio Armani è stato e sarà per sempre la Moda. La Lombardia perde un autentico pilastro, il mondo un maestro. Ha trasformato la creatività in un linguaggio universale, elevando il Made in Italy a simbolo di eccellenza su ogni palcoscenico”.

La Regione Lombardia ricorderà Armani il 16 settembre al Pirellone, mentre la Lega ha proposto di iscrivere lo stilista al Famedio dei milanesi illustri. Come ha detto Pierfrancesco Majorino (PD): “La sua figura ha rappresentato il volto e lo stile di Milano e dell’Italia nel mondo, un patrimonio di eleganza e sobrietà che dovrà essere custodito con orgoglio”.

Anche il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha ricordato lo stilista: “Oggi l’Italia perde un simbolo. Giorgio Armani ha trasformato un sogno in un’impresa globale, portando il nostro Paese nel mondo con un’eleganza unica”. Inoltre, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha dichiarato: “Con Armani l’Italia perde un maestro di stile e un simbolo di eleganza, creatività e imprenditorialità riconosciuto a livello internazionale”.

Un impero tra moda e lusso

Con oltre 600 boutique nel mondo, 8.700 dipendenti e ricavi per 2,3 miliardi di euro nel 2024, Armani ha costruito un impero che va oltre la moda, toccando la ristorazione e l’hotellerie di lusso.

Il patrimonio stimato tra gli 11 e i 13 miliardi di euro sarà gestito dalla Fondazione Armani, istituita nel 2016 per garantire una successione ordinata. La guida operativa passerà a Leo Dell’Orco, storico collaboratore e braccio destro dello stilista.

Condividi questo articolo

Altre notizie