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Categoria: ISTITUZIONI

Agenzia Digitale Metropolitana di Milano: nasce la rete pubblica per governare l’intelligenza artificiale nei Comuni

La Città metropolitana di Milano accelera sul fronte della trasformazione digitale degli enti locali. Mercoledì 13 maggio, a Palazzo Isimbardi, si è tenuto l’incontro “Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione: opportunità, regole e casi concreti”, dedicato al percorso di costituzione dell’Agenzia Digitale Metropolitana. Il progetto prevede che la Città metropolitana svolga un ruolo di guida e […]

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La Città metropolitana di Milano accelera sul fronte della trasformazione digitale degli enti locali. Mercoledì 13 maggio, a Palazzo Isimbardi, si è tenuto l’incontro “Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione: opportunità, regole e casi concreti”, dedicato al percorso di costituzione dell’Agenzia Digitale Metropolitana. Il progetto prevede che la Città metropolitana svolga un ruolo di guida e coordinamento a supporto dei Comuni del territorio, in una fase in cui l’AI Act europeo, la normativa nazionale e gli investimenti del PNRR stanno ridisegnando le responsabilità delle pubbliche amministrazioni in materia di interoperabilità, uso dei dati, cybersicurezza e tutela della riservatezza.

Il problema dei Comuni piccoli: spesa ICT insostenibile e gap di competenze

Il nodo che ha reso urgente una risposta di sistema è di natura economica prima ancora che tecnologica. Un Comune con meno di mille abitanti sostiene oggi una spesa ICT pro capite significativamente superiore rispetto agli enti di dimensioni maggiori, senza poter contare su competenze interne adeguate. La digitalizzazione impone tre grandi sfide agli enti locali: nuove modalità di organizzazione del lavoro, una crescita esponenziale di software e servizi digitali e l’evoluzione delle infrastrutture tecnologiche e del cloud. Traguardi che, affrontati singolarmente, risultano spesso insostenibili per le amministrazioni più piccole.

Quattro pilastri: partnership, governance condivisa, economie di scala e conoscenza

Il modello su cui si fonda l’Agenzia è stato illustrato dal vicesindaco metropolitano Francesco Vassallo, che ha identificato quattro assi strategici. Il primo è la partnership tra enti che condividono competenze, infrastrutture e risorse finanziarie, superando la frammentazione attuale. Il secondo riguarda la governance condivisa: le decisioni strategiche saranno orientate dagli enti aderenti, con il territorio a definire priorità e traiettorie tecnologiche. Il terzo punta alle economie di scala, attraverso acquisti aggregati e infrastrutture comuni che rendono accessibili soluzioni altrimenti fuori portata. Il quarto investe sulla conoscenza, tramite una community stabile tra i Responsabili per la Transizione Digitale e la condivisione sistematica di buone pratiche e opportunità di finanziamento.

Il cronoprogramma: dall’approvazione dei Comuni alla nascita dell’Agenzia a novembre

Il percorso istituzionale ha tappe definite. Il 21 maggio il progetto sarà illustrato in Conferenza metropolitana. Entro fine maggio schemi e atti saranno inviati ai Comuni, che dovranno deliberare tra giugno e luglio 2026. La deliberazione del Consiglio metropolitano è attesa per ottobre, con la costituzione formale dell’Agenzia prevista a novembre, la nomina del consiglio di amministrazione e del revisore a dicembre e la predisposizione del primo bilancio a gennaio 2027. All’incontro del 13 maggio hanno partecipato anche il Segretario Generale Antonio Sebastiano Purcaro, il Consigliere delegato all’Innovazione Tecnologica Rino Pruiti e Michele Benedetti, direttore dell’Osservatorio Agenda Digitale del Politecnico di Milano, che ha presentato scenari e casi d’uso dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione.

Anzalone: “Nessun Comune può affrontare da solo queste sfide”

“L’Agenzia Digitale Metropolitana nasce come risposta di sistema a sfide che nessun Comune può affrontare da solo”, ha dichiarato Ester Anzalone, direttrice del Dipartimento Transizione Digitale della Città Metropolitana, sottolineando come aggregare i fabbisogni consenta di ridurre i costi unitari e aumentare la qualità dei servizi. La struttura non si configura come un semplice fornitore di servizi, ma come un’infrastruttura pubblica di competenze che permetta a tutte le amministrazioni, indipendentemente dalle dimensioni, di governare l’innovazione digitale e l’intelligenza artificiale in modo consapevole e sostenibile.

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