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Categoria: ISTITUZIONI

Il Pd in presidio a Cadorna contro il Piano dei trasporti: “La Lombardia non è una regione per pendolari”

Striscione tra i viaggiatori mentre in Consiglio regionale prosegue la maratona sugli emendamenti. Majorino: "Nessun impegno sulle metropolitane fuori Milano, dal piano è sparita la M6"

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Protesta all’ora di punta. I consiglieri regionali del Partito Democratico si sono presentati alle ore 8 della mattina di mercoledì 14 ottobre alla stazione di Cadorna, tra i pendolari in transito, con uno striscione che contesta le politiche della Giunta Fontana sulla mobilità. L’iniziativa affianca il lavoro d’aula avviato il giorno precedente: una sessione prolungata con cui il gruppo tenta di modificare il Piano della mobilità e dei trasporti regionale. Presenti il capogruppo Pierfrancesco Majorino, il capo delegazione in commissione Trasporti Simone Negri, il segretario metropolitano Alessandro Capelli e i Giovani democratici.


La critica di fondo: troppe autostrade, poca ferrovia


Il rilievo principale riguarda lo squilibrio del documento. Secondo i dem il piano privilegia opere stradali progettate decenni fa e ormai superate, mentre lascia in secondo piano gli investimenti sulla rete ferroviaria e sul trasporto pubblico locale.


Le richieste del Pd


La piattaforma presentata in aula prevede un aumento del 10% del contributo regionale al trasporto pubblico locale e la gratuità dei mezzi per gli under 25, con le relative coperture. Sul fronte infrastrutturale il gruppo sostiene il raddoppio della Milano-Mortara, il quadruplicamento della Milano-Pavia nel tratto da Pieve Emanuele, la Gronda Est per il trasporto merci su rotaia e l’avvio dello studio per un nuovo passante ferroviario.


L’elenco delle contrarietà comprende invece la tangenziale esterna sud di Milano tra Melegnano e Binasco, la tratta D breve della Pedemontana, il peduncolo IpB tra la Brebemi e il vecchio tracciato pedemontano, la Broni-Mortara e la Mortara-Stroppiana. Il Pd si oppone inoltre al pedaggio sulla Milano-Meda e sulla Corda Molle tra Ospitaletto e Montichiari. Dalla rinuncia a questi interventi e da una revisione del contratto con Trenord, che secondo i consiglieri non rispetta i livelli di servizio concordati, deriverebbe parte delle risorse necessarie a finanziare le proposte alternative.


Majorino: “Fontana e soci si sono dimenticati dei pendolari”


Per il capogruppo il piano trascura l’area metropolitana milanese: nessuna previsione sui grandi investimenti, nessun impegno a prolungare le metropolitane oltre i confini comunali, e la scomparsa della linea M6, che il Pd intende rilanciare. Majorino ha aggiunto una richiesta sull’accessibilità: nel 2026 buona parte delle stazioni ferroviarie lombarde resta inutilizzabile per le persone con disabilità.


Negri: “Una moratoria sugli investimenti di rete”


Il capo delegazione in commissione Trasporti individua nel servizio ferroviario il cuore della contestazione. Quadruplicamenti e raddoppi attesi da anni, opere considerate strategiche, subiscono nel documento regionale quella che definisce una tremenda battuta d’arresto. Portare la protesta in stazione, spiega Negri, serve a costringere la maggioranza a discutere le proposte nel merito.


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