La Russa fissa la scadenza per il centrodestra a Milano: “Candidato entro ottobre, primarie non sarebbero un dramma”
Il presidente del Senato interviene sullo stallo tra Forza Italia e Lega. “Abbiamo perso tempo, ma prendiamo Coppi come riferimento: vinciamo anche le gare in salita”
Il centrodestra ha tempo fino alla fine di ottobre, al più tardi ai primissimi giorni di novembre, per individuare il proprio candidato a Palazzo Marino. L’indicazione arriva da Ignazio La Russa, intervenuto lunedì 12 ottobre a margine dell’Assemblea Generale di Assolombarda al Teatro Dal Verme. Un vertice si è già tenuto e altri ne seguiranno, ha riferito il presidente del Senato, ma la decisione va presa entro quella finestra per non ripetere quanto accaduto alla tornata precedente.
L’autocritica sui tempi
Il ritardo accumulato costituisce per La Russa il principale difetto del percorso compiuto finora. Una scelta anticipata, ha osservato, avrebbe collocato la coalizione in posizione più favorevole nel confronto con uno schieramento che amministra la città da quindici anni. Il presidente del Senato non considera però la partita pregiudicata, e affida il concetto a un’immagine ciclistica: la strada è in salita, ma prendendo Fausto Coppi come riferimento anche le salite si vincono.
Il metodo: trattativa tra leader o consultazione
Resta aperta la questione procedurale. Forza Italia sostiene la candidatura di Matteo Perego di Cremnago e si oppone alle primarie, strumento che la Lega rivendica per sostenere l’eurodeputata Silvia Sardone. Sul tavolo figura anche il nome di Maurizio Lupi, alla guida di Noi Moderati. La Russa indica come preferibile la soluzione storicamente praticata dalla coalizione, ossia l’intesa tra i vertici nazionali dei partiti, definita “una sintesi che è la tradizione del centrodestra”. Non chiude però all’ipotesi alternativa: “Non abbiamo mai avuto difficoltà a trovare un punto di convergenza, senza bisogno di scimmiottare la sinistra. Se dovessero esserci le primarie non sarebbe un dramma”.
Il richiamo contro gli ultimatum
Un passaggio dell’intervento è rivolto alle posizioni più intransigenti emerse nei giorni scorsi, con riferimento implicito alle dichiarazioni di Forza Italia sulla possibilità di correre senza il Carroccio. Con o senza primarie, ha assicurato La Russa, una via di coesione verrà trovata. L’errore, nella sua lettura, consiste nel porre aut aut. Le parole seguono il confronto a distanza tra il coordinatore lombardo azzurro Alessandro Sorte e i dirigenti milanesi del partito di Matteo Salvini.
Tre "ottimi candidati" ma nessun jolly
Sulla rosa dei candidati il presidente del Senato evita di esprimere preferenze e giudica adeguati tutti i profili in campo: Perego di Cremnago, Sardone e Lupi sono “tutti e tre ottimi candidati”. Quanto all’ipotesi che lo stallo possa sbloccarsi con l’ingresso di una quarta figura, La Russa la ridimensiona senza escluderla del tutto: non ne ravvisa la necessità e non intende proporre altri nomi, pur riconoscendo che in politica ogni scenario resta possibile.