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Categoria: ARTE - CULTURA

Al Politecnico di Milano la mostra “Taking care”, un percorso che racconta gli spazi della cura tra architettura e sanità

Al Politecnico di Milano una mostra esplora il legame tra architettura e sanità, tra storia, innovazione e nuovi modelli di cura

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Milano apre una finestra su un tema sempre più centrale: il rapporto tra spazi costruiti e salute. Negli ambienti espositivi del Politecnico di Milano prende vita “Taking Care. I segni del cambiamento”, un percorso che attraversa epoche e modelli culturali per raccontare come l’architettura abbia contribuito, nel tempo, a definire il concetto stesso di cura.

La mostra propone una lettura ampia e articolata, che non si limita all’evoluzione delle strutture sanitarie, ma indaga il modo in cui gli spazi influenzano il rapporto tra individui, città e sistemi di assistenza. Un racconto che intreccia storia, società e innovazione, offrendo uno sguardo consapevole sul presente e sulle sfide del futuro.

Dalla ritualità antica alla sanità tecnologica

Il percorso espositivo, promosso dalla Scuola AUIC, mette in luce come il “prendersi cura” sia cambiato profondamente nel corso dei secoli. Dalle pratiche comunitarie e simboliche delle origini fino agli ambienti contemporanei dominati da tecnologia e dati, emerge una trasformazione che riflette mutamenti culturali, scientifici e sociali.

Attraverso casi studio, progetti attuali e sperimentazioni, la mostra evidenzia come l’architettura sanitaria sia diventata oggi un terreno di ricerca avanzata. Non più solo luoghi funzionali, ma spazi complessi in grado di incidere sul benessere psicologico, sull’inclusività e sulla qualità della vita.

Progettare per curare: una responsabilità contemporanea

Al centro dell’esposizione si colloca una riflessione chiara: progettare spazi per la salute significa assumersi una responsabilità che va oltre la tecnica. Come sottolinea il curatore Stefano Capolongo, l’architettura sanitaria rappresenta oggi un laboratorio interdisciplinare in cui convergono competenze diverse per immaginare nuovi modelli di benessere.

I “segni” della cura tra passato e futuro

Il percorso si sviluppa attorno a cinque chiavi interpretative ispirate al pensiero di Jacques Attali, che permettono di leggere l’evoluzione degli spazi della cura. Questi “segni” rappresentano diverse fasi storiche e culturali, ma non seguono una linea cronologica rigida: si sovrappongono, dialogano e continuano a convivere anche oggi.

Dalla dimensione sacra e collettiva delle origini, passando per la centralità del corpo e l’affermazione dell’ospedale moderno, fino all’impatto delle tecnologie digitali e agli scenari futuri, emerge una visione dinamica e complessa. Una chiave di lettura che invita il visitatore a riconoscere questi elementi negli spazi quotidiani e a interrogarsi sul significato contemporaneo del prendersi cura.

Una mostra che guarda avanti

Visitabile fino al 12 giugno 2026 presso lo Spazio Mostre Guido Nardi del campus Leonardo, la mostra si propone come un’occasione per comprendere come gli ambienti che abitiamo possano diventare strumenti concreti di benessere e innovazione. Un racconto che parte dal passato, attraversa il presente e guarda con decisione al futuro della cura.

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