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Categoria: ARTE - CULTURA

Al via “La cella di fronte”: Kento porta al Teatro Martinitt di Milano le storie vere del carcere minorile tra rap, scrittura e dialogo col pubblico

Il 19 maggio alle 21 lo spettacolo prodotto da Produzioni Timide, nato da oltre dieci anni di lavoro nelle strutture penitenziarie italiane.

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Cosa succede davvero dentro un carcere minorile e chi sono i ragazzi che ci finiscono? Sono le domande al centro di “La cella di fronte”, spettacolo teatrale prodotto da Produzioni Timide in collaborazione con The Best Blend, in scena martedì 19 maggio alle ore 21 al Teatro Martinitt di Milano, in via Riccardo Pitteri 58.

Kento, dieci anni di laboratori nelle carceri italiane sul palco

A guidare la narrazione è Kento, rapper, scrittore e formatore che dal 2011 lavora in oltre dieci strutture penitenziarie italiane conducendo laboratori di scrittura e musica. Lo spettacolo raccoglie e restituisce questo percorso attraverso aneddoti ed esperienze vissute in prima persona, intrecciati con estratti di storia e con i valori della cultura hip-hop. Sullo sfondo scorrono clip di repertorio tratte dai laboratori degli ultimi anni, che rendono tangibile e concreto ciò che viene narrato. Il carcere minorile emerge non come luogo di sola punizione, ma come microcosmo attraversato da sogni, errori, speranze e ingiustizie.

Musica dal vivo e Ocean Viking: il repertorio di Kento entra nello spettacolo

I momenti di racconto si alternano a performance musicali dal vivo. Tra i brani interpretati c’è “Nostra Signora delle lacrime”, scritto dopo che Kento ha partecipato nel 2024, primo artista musicale a farlo, a un’intera missione di ricerca e soccorso a bordo della nave Ocean Viking di SOS Méditerranée. Un dettaglio che allarga lo sguardo dello spettacolo oltre le mura del carcere, collegando fragilità diverse attraverso la stessa attenzione verso chi vive ai margini.

Il titolo, una metafora di prossimità

“La cella di fronte” non è una scelta casuale. Il titolo richiama l’idea che il carcere minorile non sia un universo separato e lontano, ma una realtà che sfiora la vita quotidiana più di quanto si immagini. Potrebbe riguardare un vicino di casa, un compagno di scuola, qualcuno incontrato per caso. Ogni tappa del tour sarà caratterizzata da elementi legati alle storie e ai contesti locali, perché il carcere, nella visione dello spettacolo, è il riflesso della società che lo circonda.

Nel finale Kento coinvolgerà direttamente il pubblico, invitandolo a intervenire e diventare parte attiva del racconto. Uno spazio di dialogo pensato per mettere in discussione pregiudizi e aprire domande che spesso si preferisce non formulare. Non uno spettacolo che offre risposte rassicuranti, ma un percorso che restituisce complessità e stimola riflessione.

Biglietti da 18 a 20 euro. Infoline: 02 36580010.

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