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Al via “Ti Porto Io”: Regione Lombardia stanzia 8,5 milioni per il trasporto di anziani, disabili e persone fragili nei piccoli comuni

Contributo fino a 45.000 euro per mezzo, con copertura fino al 90% del costo. Priorità alle aree montane e ai territori con minore accessibilità.

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Regione Lombardia mette a disposizione 8,5 milioni di euro nel triennio 2026-2028 per finanziare l’acquisto di veicoli da destinare al trasporto di anziani, soggetti fragili e persone non autosufficienti. La delibera, approvata dalla Giunta su proposta dell’assessore Elena Lucchini, definisce i criteri per un avviso pubblico rivolto a comuni fino a 50.000 abitanti, unioni di comuni e comunità montane, in partenariato con enti del Terzo settore. Il provvedimento si inserisce nel quadro della riforma nazionale sulla disabilità e nelle politiche regionali di supporto al progetto di vita individuale delle persone non autosufficienti.

Chi può accedere ai fondi e a quali condizioni

I soggetti ammissibili sono comuni con popolazione inferiore a 50.000 abitanti, unioni di comuni e comunità montane, purché operino in partenariato con enti del Terzo settore. Il contributo massimo è fissato a 45.000 euro per veicolo e può coprire fino al 90% del costo complessivo dell’intervento, una soglia di cofinanziamento pubblico particolarmente elevata, pensata per rendere la misura accessibile anche agli enti locali con bilanci più limitati. I progetti finanziati dovranno garantire l’utilizzo condiviso dei mezzi per almeno 36 mesi, con il servizio che dovrà essere avviato entro 18 mesi dall’ammissione al contributo.

Aree montane e piccoli comuni: le fragilità territoriali al centro

L’assessore Lucchini ha sottolineato come la misura riservi attenzione particolare alle zone montane, alle aree interne e ai piccoli comuni, contesti in cui la carenza di trasporto rappresenta spesso uno degli ostacoli più concreti all’autonomia delle persone vulnerabili. In questi territori, raggiungere un presidio sanitario, uno sportello di servizi sociali o semplicemente partecipare alla vita comunitaria può dipendere interamente dalla disponibilità di un mezzo adeguato.

Il trasporto come strumento di inclusione, non solo di spostamento

Nelle parole dell’assessore, il provvedimento non si esaurisce nella dimensione logistica: “Il trasporto non è soltanto uno spostamento, ma è uno strumento di autonomia, inclusione e dignità”. La misura punta a costruire una rete territoriale di mobilità solidale e condivisa, valorizzando la collaborazione tra amministrazioni locali ed enti del privato sociale come risposta strutturata ai bisogni delle comunità.

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