Alla Triennale di Milano arriva l’orso polare di Jacopo Allegrucci: arte, ambiente e spirito olimpico verso Milano Cortina 2026.
Da lunedì 26 gennaio 2026, l’ingresso della Triennale di Milano è dominato da un’imponente scultura di orso polare in cartapesta, firmata dall’artista Jacopo Allegrucci. L’opera accoglierà visitatori, giornalisti e atleti provenienti da tutto il mondo in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, trasformando lo spazio pubblico in un potente messaggio […]
Da lunedì 26 gennaio 2026, l’ingresso della Triennale di Milano è dominato da un’imponente scultura di orso polare in cartapesta, firmata dall’artista Jacopo Allegrucci. L’opera accoglierà visitatori, giornalisti e atleti provenienti da tutto il mondo in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, trasformando lo spazio pubblico in un potente messaggio visivo.
L’orso polare rappresenta un’ulteriore riflessione sul tema delle specie a rischio di estinzione, già al centro delle opere realizzate da Allegrucci per la 24ª Esposizione Internazionale Inequalities. L’installazione, curata da Tommaso Tovaglieri, rinnova l’attenzione sulla fragilità degli equilibri ecologici e sull’urgenza di una responsabilità collettiva verso l’ambiente.
L’orso sugli sci e il valore della partecipazione
Secondo Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano, l’orso polare si inserisce idealmente nel percorso avviato con altre grandi installazioni animali – dalla balenottera azzurra all’elefante della Namibia, dalla giraffa di Rothschild all’ippopotamo – ma con una tonalità nuova. Questa volta la scultura assume un carattere ironico e giocoso, in sintonia con il clima di festa delle Olimpiadi invernali, invitando il pubblico a vivere Triennale come uno spazio aperto e inclusivo.
Raffigurato con gli sci ai piedi, l’orso polare è colto in un momento inatteso: dopo una caduta, invece di rialzarsi, si concede un gelato appoggiato su un iceberg, accettando la sconfitta con leggerezza. Un’immagine che richiama il celebre motto olimpico di Pierre de Coubertin, secondo cui l’importante non è vincere, ma partecipare.
Un’allegoria del presente: la cartapesta come metafora della fragilità
Per il curatore Tommaso Tovaglieri, l’opera è una figura simbolica del nostro tempo: fragile ma presente, vulnerabile ma orgogliosa. Un monumento effimero che celebra la partecipazione, il diritto all’errore e la possibilità che anche la leggerezza diventi una forma di resistenza culturale e sociale.
Le installazioni di Allegrucci per Triennale Milano nascono da una riflessione sul deperimento dei materiali e sulle fratture ambientali e sociali del nostro pianeta. La scelta della cartapesta, materiale riciclabile e temporaneo, rafforza il parallelismo tra la precarietà della materia e quella delle specie rappresentate, esposte al tempo e agli agenti atmosferici come simbolo di un equilibrio sempre più instabile.