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Amianto nel cantiere della 90-91, Palazzo Marino annuncia l’avvio della bonifica: “Lavori conclusi entro il 2026”

Via agli interventi tra Zavattari e Lotto. Monitoraggi attivi e corsia confermata entro il 2026

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Scatta la fase decisiva per uno dei cantieri più attesi della mobilità milanese. Da lunedì 19 gennaio iniziano i lavori di rimozione del terreno contaminato da amianto nell’area compresa tra piazzale Zavattari, piazzale Lotto e piazzale Stuparich, dove è in corso la realizzazione della corsia preferenziale per le linee circolari 90 e 91.

La presenza di amianto era emersa nell’autunno del 2025 durante le attività preliminari di cantiere. Si tratta di frammenti molto fini e compatti, probabilmente riconducibili agli interventi di copertura del fiume Olona realizzati alla fine degli anni Sessanta, quando l’uso di questi materiali era ancora diffuso nelle opere infrastrutturali.

Bonifica sotto stretto controllo

L’intervento di rimozione durerà circa tre mesi e sarà affidato a un’azienda specializzata, operando secondo procedure di sicurezza concordate con Ats Milano. Nelle settimane precedenti l’avvio dei lavori, il Comune aveva già attivato un monitoraggio preventivo della qualità dell’aria, che ha confermato la presenza di fibre. I controlli proseguiranno per tutta la durata della bonifica, con l’obiettivo di garantire la massima tutela per residenti e lavoratori.

Cantiere rimodulato, tempi confermati

Le operazioni per la corsia preferenziale si erano fermate esclusivamente nelle aree interessate dall’inquinamento, mentre il resto del cantiere ha continuato ad avanzare. Palazzo Marino ribadisce la tabella di marcia: l’entrata in funzione della preferenziale della 90-91 è confermata entro la fine del 2026.

Una storia lunga oltre quindici anni

La preferenziale “lato ovest” delle linee circolari è uno dei progetti più longevi della città. Il primo appalto risale addirittura al 2010, seguito da una serie di stop legati a vicende giudiziarie, interdittive antimafia, ricorsi e alla sospensione generalizzata dei cantieri in occasione di Expo. Solo nel 2020 l’opera ha trovato un nuovo slancio grazie all’accesso ai fondi europei.

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