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Ascensori fermi da mesi nelle stazioni della metropolitana a Milano, FdI accusa: "Accessibilità negata a Cadorna, Famagosta e Romolo"

Il Dipartimento Trasporti di Fratelli d'Italia Milano denuncia rinvii ripetuti sulle date di riapertura degli impianti, soprattutto lungo la linea verde, e chiede ad Atm e Comune un piano di manutenzione con scadenze certe

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Tre stazioni, tre ascensori fermi, date di riconsegna spostate una dopo l'altra. È il quadro tracciato da Mattia Ferrarese e Federica Borsi, del Dipartimento Trasporti di Fratelli d'Italia Milano, che nei mesi estivi hanno tenuto sotto osservazione lo stato degli interventi sugli impianti di risalita della rete metropolitana, con particolare attenzione alla M2. "La situazione relativa alla manutenzione e alla riparazione degli ascensori e di alcune scale mobili della rete metropolitana milanese sta assumendo contorni sempre più preoccupanti", affermano i due esponenti, denunciando "ripetuti rinvii delle date previste per il ripristino".


L'ascensore di Famagosta risulta fuori servizio dal 7 luglio, quello di Romolo dal 25 luglio, mentre a Cadorna un impianto è inutilizzabile dal 18 giugno. Proprio quest'ultimo caso è quello che meglio illustra il meccanismo dei rinvii: la fine dei lavori era stata fissata inizialmente al 31 luglio, poi spostata al 31 agosto, e al primo settembre l'ascensore risultava ancora indisponibile. "Non si tratta più di disservizi occasionali", osservano Ferrarese e Borsi.


"Compromesso il diritto alla mobilità"


Il nodo, secondo i due, non è la scomodità ma l'esclusione. "Quando un ascensore rimane inutilizzabile per settimane o mesi viene compromesso concretamente il diritto alla mobilità", sostengono, indicando le categorie che pagano il prezzo più alto: persone con disabilità motorie, anziani, cittadini con difficoltà di deambulazione e famiglie con passeggini, che rischiano di non poter accedere in autonomia alla rete. "Per le persone con disabilità l'ascensore non è un servizio accessorio: è la condizione necessaria per poter utilizzare il trasporto pubblico".


A pesare è anche la collocazione delle stazioni coinvolte. Famagosta e Romolo servono il quadrante sud-occidentale della città, mentre Cadorna è uno degli snodi di interscambio più frequentati di Milano, punto di raccordo tra M1, M2 e rete ferroviaria. "Mantenere fuori servizio per periodi così lunghi infrastrutture indispensabili all'accessibilità significa limitare concretamente l'utilizzo del trasporto pubblico da parte di una quota significativa di cittadini", avvertono gli esponenti di Fratelli d'Italia.


Le richieste ad Atm e Palazzo Marino


Da qui la richiesta di chiarimenti all'azienda di trasporto e all'amministrazione comunale. Serve conoscere, sostiene Ferrarese, responsabile del Dipartimento Trasporti di FdI Milano, "le ragioni tecniche e organizzative che hanno determinato tempi di ripristino così lunghi", capire perché le scadenze comunicate all'utenza non siano state rispettate e quali correttivi verranno adottati per evitare che il copione si ripeta. 


Sulla stessa linea Borsi, che chiama in causa l'immagine stessa della città: "Una città che investe sulla mobilità pubblica e che si presenta come moderna, inclusiva e accessibile non può permettersi che infrastrutture essenziali restino inutilizzabili per mesi. L'accessibilità non può dipendere da cartelli sui quali le date di fine lavori vengono progressivamente rinviate". La richiesta finale è duplice: riattivazione rapida degli impianti ancora fermi e un piano di manutenzione capace di garantire standard adeguati su tutta la rete.


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