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Bonifiche, la Lombardia è prima in Italia: 3.300 siti recuperati e 2.800 ettari restituiti ai territori

Il riconoscimento è arrivato a Ferrara nell'ambito dei "Grandi Cantieri delle Bonifiche". Tra gli strumenti citati la legge regionale del 2023, che sostiene i Comuni privi di personale tecnico specializzato.

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Regione Lombardia ha ricevuto a RemTech Expo, la manifestazione nazionale dedicata al risanamento ambientale e alla rigenerazione dei territori in corso a Ferrara, un riconoscimento per le politiche adottate in materia di bonifiche e riqualificazione delle aree compromesse. La targa è stata consegnata all'assessore all'Ambiente e Clima Giorgio Maione durante l'incontro "I Grandi Cantieri delle Bonifiche", che ha messo a confronto istituzioni nazionali, amministrazioni regionali e operatori del settore sulle principali esperienze italiane di recupero.


All'appuntamento hanno partecipato, tra gli altri, Alessandra Gallone, presidente del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente e dell'Ispra, il commissario straordinario per la Terra dei fuochi Giuseppe Vadalà e il vicepresidente della Camera Sergio Costa.


I numeri che sostengono il primato


La Lombardia risulta la prima regione italiana per numero di siti bonificati: a fine 2025 gli interventi conclusi superavano i 3.300, per una superficie riqualificata di oltre 2.800 ettari. Il dato più recente riguarda gli obiettivi europei. Al 30 giugno di quest'anno la Regione aveva completato la bonifica del 72,63% delle superfici interessate dagli interventi previsti dal Pnrr sui cosiddetti siti orfani, superando la soglia del 70% fissata come traguardo. Le risorse impiegate, tra fondi nazionali del Piano e stanziamenti regionali, hanno superato i 65 milioni di euro. A questi si aggiungono le attività sui cinque siti di interesse nazionale presenti in Lombardia e il recupero di diverse centinaia di aree contaminate di competenza regionale.


La legge del 2023 e il nodo dei piccoli Comuni


Tra gli strumenti che hanno reso possibile il risultato, la Regione indica la legge regionale 3 del 2023, che ha rivisto la disciplina precedente introducendo una serie di forme di sostegno. Il punto qualificante riguarda un problema concreto e poco raccontato: le procedure di bonifica richiedono competenze tecniche altamente specializzate, che i Comuni di dimensioni ridotte spesso non hanno in organico. La norma prevede quindi attività formative, la costituzione di tavoli congiunti, il supporto economico e finanziario per gli interventi eseguiti d'ufficio e la messa a disposizione di strumenti informatici dedicati.


Maione: "Non abbiamo solo rimosso problemi, abbiamo costruito nuove opportunità"


"Questo riconoscimento premia il lavoro di squadra svolto da Regione Lombardia insieme agli enti locali, agli operatori del settore, al mondo della ricerca e alle istituzioni coinvolte nei percorsi di bonifica e rigenerazione", ha dichiarato l'assessore. Il passaggio centrale del suo intervento riguarda l'impostazione adottata: "Abbiamo scelto di affrontare le passività ambientali non limitandoci a rimuovere i problemi, ma costruendo nuove opportunità per i territori. Una bonifica non rappresenta la conclusione di una vicenda industriale: è il punto di partenza di una nuova stagione di sviluppo, innovazione e crescita sostenibile".


Il secondo argomento sostenuto da Maione riguarda il rapporto tra tutela ambientale e sistema produttivo. "La Lombardia ha dimostrato che ambiente e competitività possono procedere insieme. In questi anni abbiamo rafforzato gli strumenti normativi, promosso la semplificazione amministrativa, sostenuto l'innovazione tecnologica e accelerato gli investimenti. Ogni ettaro recuperato significa meno consumo di suolo, maggiore attrattività per le imprese, più qualità ambientale e migliori prospettive per le comunità locali".


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