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Milano prima in Italia per mobilità sostenibile, ma le piste ciclabili restano il tallone d'Achille

L'analisi mette a confronto il capoluogo lombardo con Roma, Torino, Napoli e quattro capitali europee. Sarà presentata nell'ambito dei Mobidays al Castello Sforzesco.

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Il nuovo rapporto annuale di Amat, l'agenzia del Comune che studia la mobilità, colloca Milano in una posizione anomala: staccata dalle altre grandi città italiane su quasi tutti gli indicatori, ma non ancora allineata ai modelli del Nord Europa. Il perimetro dell'analisi, ripresa da Repubblica Milano, comprende otto città. Accanto al capoluogo lombardo figurano Roma, Torino e Napoli sul fronte italiano, Amsterdam, Monaco, Praga e Barcellona su quello continentale. Il documento sarà presentato nell'ambito dei Mobidays, la rassegna sulla mobilità urbana in corso in questi giorni.


Il tasso di motorizzazione: il dato che separa Milano dal resto d'Italia


La distanza più marcata riguarda il numero di automobili in circolazione. A Milano se ne contano 505 ogni mille abitanti. A Napoli sono 612, a Roma 701, a Torino 819: oltre trecento in più rispetto al capoluogo lombardo. Il confronto europeo ridimensiona però il primato. Monaco si attesta intorno alle 550 auto ogni mille abitanti, quindi su valori simili a quelli milanesi, mentre Praga sfiora quota 770. All'estremo opposto Amsterdam, con appena 237 vetture ogni mille residenti, meno della metà di Milano.


Cinque linee di metropolitana in 182 chilometri quadrati


La ragione principale della minore dipendenza dall'automobile sta nella rete del trasporto pubblico. Su una superficie comunale di 182 chilometri quadrati Milano dispone di cinque linee metropolitane e 134 stazioni. Si tratta di un'infrastruttura che non serve soltanto i quasi 1,4 milioni di residenti, ma anche la massa di lavoratori pendolari e di city user che ogni giorno entra e esce dalla città, e che di fatto raddoppia la popolazione servita nelle ore di punta.


Il biglietto: caro rispetto all'Italia, economico rispetto all'Europa


Sul prezzo il giudizio cambia a seconda del termine di paragone. Il titolo di viaggio da 2,20 euro valido novanta minuti è più oneroso di quelli in vigore nelle altre città italiane considerate. Il quadro si ribalta però guardando oltre confine: a Monaco il biglietto corrispondente costa 4,20 euro, a Barcellona 2,65. Amat colloca quindi Milano in una fascia intermedia del panorama europeo.


Quattro forme di sharing


Un elemento in cui Milano risulta tra le poche città del campione a disporre dell'offerta completa riguarda la mobilità condivisa. Nel capoluogo convivono contemporaneamente tutte e quattro le modalità esaminate: automobili, biciclette, scooter e monopattini in condivisione.


La bicicletta, dove il divario si allarga


È sulle infrastrutture ciclabili che il confronto con il Nord Europa diventa impietoso. Milano dispone di 336 chilometri tra piste, corsie e percorsi promiscui tra pedoni e ciclisti, una dotazione considerevole nel panorama nazionale. Le dimensioni spiegano soltanto una parte della differenza. Amsterdam si estende su circa 240 chilometri quadrati e Monaco su 310, contro i 182 di Milano: un divario di superficie che non basta a colmare quello infrastrutturale. Anche rapportando i chilometri di ciclabili alla superficie comunale, osserva Amat, la densità resta superiore nelle città del Nord Europa, dove la bicicletta ha assunto da decenni un ruolo strutturale negli spostamenti quotidiani.


Milano sempre più vicina alle grandi città europee


Il ritratto che emerge è quello di un sistema che ha già superato il modello italiano ma non ha ancora raggiunto quello continentale. Su alcuni parametri, dal tasso di motorizzazione alla densità della rete metropolitana, Milano si muove su valori europei; su altri, le ciclabili in primo luogo, il percorso resta lungo. La conclusione dell'agenzia è che il sistema milanese presenta caratteristiche "più vicine alle principali città europee" che alle altre grandi realtà italiane.


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