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Mobilità inclusiva, Corsico diventa un caso studio europeo: 3 giorni di confronto tra 70 esperti nel Milanese

La visita conclusiva del progetto Horizon Europe si chiude il 18 settembre. Dall'esperienza nasceranno raccomandazioni operative destinate alle amministrazioni che progettano stazioni e nodi di scambio.

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Dal 16 al 18 settembre la Città metropolitana di Milano ospita la visita internazionale conclusiva di Just Streets, il progetto finanziato dal programma Horizon Europe che riunisce dodici città e aree metropolitane del continente attorno al tema della mobilità equa. All'appuntamento partecipano oltre settanta rappresentanti di istituzioni, centri di ricerca e amministrazioni pubbliche provenienti da diversi Paesi europei, insieme a esperti del settore, per mettere a confronto metodi e risultati delle sperimentazioni condotte sui rispettivi territori.


Perché proprio Corsico


Il caso pilota italiano riguarda l'area della stazione ferroviaria di Corsico e il relativo nodo di interscambio, scelto come laboratorio per riconsiderare il rapporto tra spostamenti, spazio pubblico e condizioni di vita quotidiana. Si tratta di un punto di passaggio attraversato ogni giorno da migliaia di persone, che però raramente viene progettato come luogo in cui sostare.


Il ribaltamento di prospettiva: dai flussi alle persone


L'impostazione del progetto muove da una critica precisa alla pianificazione tradizionale, incentrata su infrastrutture e volumi di traffico. Just Streets propone invece di partire dai bisogni di chi quegli spazi li attraversa. Il metodo adottato è stato di tipo partecipativo: cittadini, portatori di interesse, amministrazioni locali ed esperti hanno lavorato insieme all'analisi delle criticità e delle potenzialità dell'area, individuando soluzioni orientate ad accessibilità, sicurezza, inclusione e sostenibilità degli spostamenti quotidiani.


I Luoghi Urbani della Mobilità


Il concetto attorno a cui ruota l'esperienza è quello dei Luoghi Urbani della Mobilità, identificati con l'acronimo Lum. La tesi è che questi spazi possano smettere di funzionare come semplici punti di transito per diventare luoghi di relazione, progettati per garantire parità di accesso ai servizi e attenzione particolare alle persone in condizione di vulnerabilità.


Caputo: "Dove c'è vita c'è più sicurezza"


"La mobilità sostenibile non riguarda soltanto i mezzi di trasporto, ma il diritto delle persone a muoversi in modo sicuro, semplice e accessibile", ha osservato la consigliera delegata alla Mobilità Daniela Caputo . "Questo significa progettare città più attente alle persone, a partire da quelle più fragili, e trasformare i luoghi di interscambio in spazi di incontro, socialità e servizi, capaci di generare relazioni e benessere per le comunità".


Da qui l'affermazione che rovescia un'idea diffusa sulla sicurezza urbana: "Luoghi vissuti e accoglienti sono anche luoghi più sicuri, perché contrastano quel senso di isolamento e insicurezza che ancora oggi caratterizza alcune stazioni, fermate e aree di collegamento. Grazie a Just Streets stiamo sperimentando strumenti innovativi per costruire città più inclusive e resilienti, valorizzando il contributo delle comunità locali e promuovendo soluzioni replicabili in altri contesti metropolitani", ha aggiunto la consigliera.


Il progetto


Il programma prevede incontri di lavoro, sessioni di confronto tra i partner internazionali e un sopralluogo al sito pilota, durante il quale i delegati potranno osservare direttamente gli interventi realizzati. Il materiale raccolto confluirà nella stesura di raccomandazioni e strumenti operativi destinati ad amministrazioni e decisori pubblici impegnati nella progettazione dei sistemi di mobilità, in coerenza con gli obiettivi europei di transizione ecologica e inclusione sociale.


Just Streets, acronimo di Justice in Spatial Planning and Street Reallocation for Enablement of Sustainable Mobility Transition, mette insieme città, università e centri di ricerca europei per elaborare approcci alla pianificazione urbana centrati sull'equità di accesso. La Città metropolitana di Milano vi partecipa con il caso pilota di Corsico, concentrato sull'area della stazione e sui Luoghi Urbani della Mobilità, con l'intenzione di produrre soluzioni riproducibili su scala metropolitana.


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