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Autotrasportatori in protesta per il caro gasolio, a Milano il vertice tra il Cts e Salvini

Il confronto in Prefettura mentre i blocchi paralizzano il Sud. L’allarme di Confcommercio: “Prodotti freschi lasciati marcire e cantieri vicini allo stop”

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Il nodo di una protesta che sta bloccando il Mezzogiorno si dovrebbe sciogliere nel capoluogo lombardo. Nella Prefettura di Milano è atteso per la giornata di martedì 20 ottobre il confronto tra il Comitato autotrasportatori siciliani e Matteo Salvini, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepresidente del Consiglio, che si trova in città in questi giorni per una serie di appuntamenti istituzionali e di partito. Il coordinatore del Cts Salvatore Bella si dice fiducioso sull’accoglimento delle richieste, prospettando la possibilità di revocare già da mercoledì il fermo e di riprendere l’attività negli scali siciliani.


La protesta risale la penisola


Il Sud è rimasto paralizzato nella giornata di lunedì 19 ottobre. I blocchi stradali restano attivi in Calabria, mentre presidi sono stati allestiti alle porte di Potenza e a Bari, davanti alla sede della Regione Puglia. Risalendo verso nord, la mobilitazione ha raggiunto il porto commerciale di Napoli.


Le prime conseguenze si registrano nella distribuzione. Confcommercio segnala difficoltà nei rifornimenti di negozi e supermercati, con tonnellate di prodotti freschi che restano bloccate e vanno perdute, e cantieri a un passo dalla sospensione dei lavori.


Urso: “Stiamo reperendo risorse per nuovi interventi”


Dal fronte governativo arriva l’apertura del ministro delle Imprese Adolfo Urso, che in un’intervista al Mattino annuncia la ricerca di risorse per ulteriori misure a favore di autotrasportatori, agricoltori e pescatori, in aggiunta a quelle già operative. Un’operazione che il ministro definisce complessa, in un contesto internazionale che rischia di deteriorarsi ulteriormente.


Secondo Urso l’aumento dei prezzi riguarda l’intera Europa e gli Stati Uniti, come effetto diretto del conflitto nel Golfo Persico tuttora in corso. Il governo rivendica due interventi di contenimento: prima il taglio delle accise, poi il price cap adottato dalle compagnie su sollecitazione dell’esecutivo. Misure che il ministro stesso considera insufficienti. Al momento, afferma, la maggior parte dei distributori italiani applica sconti, con la benzina sotto i 2 euro e il gasolio attorno a 2,25 euro al litro, e il lavoro in corso punta a estendere e prorogare il meccanismo per il tempo necessario.


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