Boeri lascia Triennale Milano dopo otto anni di mandato: 3 milioni di visitatori, patrimonio cresciuto e una nuova governance in arrivo
Il bilancio di un doppio mandato tra visitatori, internazionalizzazione e conti in ordine
Si chiude un ciclo. Stefano Boeri lascia la presidenza di Triennale Milano dopo otto anni – due mandati consecutivi dal 2018 al 2026 – con l’approvazione del bilancio nell’ultima riunione del Consiglio di amministrazione. “Insieme abbiamo rafforzato il ruolo di Triennale Milano come punto di riferimento nel panorama mondiale della cultura contemporanea”, ha dichiarato l’architetto, noto tra l’altro per il Bosco Verticale, tracciando un bilancio che guarda tanto ai numeri quanto alla trasformazione identitaria dell’istituzione. Nei prossimi giorni verrà nominata la nuova presidenza: tra i nomi che circolano con maggiore insistenza figura Vincenzo Trione, professore dello IULM, con un annuncio atteso per l’inizio di maggio.
“Design the Future”: la strategia che ha ridisegnato l’istituzione
Il quadriennio 2022-2026 è stato guidato dal piano strategico “Design the Future”, che ha articolato il lavoro del Consiglio di amministrazione – con Elena Vasco vicepresidente e consiglieri Bergamaschi, Bordone, De Albertis, De Rose, Goldschmied, Luti e Zecchi – attorno a quattro assi: public engagement, riorganizzazione degli spazi, proiezione internazionale e sostenibilità gestionale. Non una semplice continuità amministrativa, ma un tentativo dichiarato di adattare un’istituzione con una storia profonda alle trasformazioni culturali e sociali del presente.
Boom di visitatori e un modello economico che regge
I dati del quadriennio offrono una misura concreta del percorso compiuto. Triennale ha registrato circa tre milioni di visitatori, con una presenza significativa di pubblico giovane. Sul piano economico, il modello si conferma misto: il 57% dei ricavi proviene da fonti private, il 43% da pubbliche, su un fatturato complessivo di 20 milioni di euro. Il patrimonio è cresciuto di oltre sei milioni tra il 2022 e il 2025.
Dal Palazzo dell’Arte al mondo: spazi rinnovati e reti internazionali
La trasformazione fisica del Palazzo dell’Arte, affidata al progetto di AR.CH.IT Luca Cipelletti, ha ridefinito funzione e accessibilità degli spazi interni. Tra le novità più significative, l’apertura del centro studi “Cuore” e la riqualificazione del Piano Parco, con nuovi ambienti dedicati alla musica, alla socialità e alla creatività.
Sul versante internazionale, Triennale ha consolidato collaborazioni con istituzioni come la Serpentine di Londra, l’ESA, la Fondation Cartier e la Design Doha Biennial. Le ultime due Esposizioni Internazionali, la 23ª “Unknown Unknowns” nel 2022 e la 24ª “Inequalities” nel 2025, hanno ampliato la risonanza globale dell’istituzione, accompagnate da una crescente attività espositiva all’estero e da un coinvolgimento sempre più strutturato di artisti, designer e nuove generazioni creative.
La transizione verso la nuova governance
Boeri lascia con la certezza, almeno dichiarata, che il lavoro costruito reggerà al cambio di guardia. “Sono certo che Triennale Milano consoliderà ancora di più nei prossimi anni il suo ruolo propulsivo nella cultura italiana e internazionale”, ha affermato, annunciando il passaggio alla nuova presidenza e al nuovo Consiglio di amministrazione nei prossimi giorni. Un testimone che arriva in un momento in cui l’istituzione, almeno sulla carta, si presenta più solida e più visibile di quanto non fosse otto anni fa.