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Categoria: ISTITUZIONI

Burgio, il candidato sindaco per Futuro Nazionale: "Milano è una città insicura, sono stato aggredito da un immigrato alla stazione Centrale"

In un'intervista a Il Giorno il candidato sindaco di Milano per Vannacci attacca Sala sul caso Ramy e si dice pronto a un passo indietro pur di far vincere il centrodestra

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Carmelo Burgio, ex generale dei carabinieri e candidato sindaco di Milano per Futuro Nazionale, ha rilasciato un'intervista a Il Giorno in cui traccia un giudizio netto sulla sicurezza del capoluogo lombardo, ripercorre il proprio legame con Roberto Vannacci e apre alla possibilità di ritirare la propria candidatura in favore di un'intesa più ampia nel centrodestra.


Interpellato sul tema della sicurezza urbana, Burgio ha raccontato un episodio personale a sostegno della propria posizione: "Milano è una città insicura. Lo dico anche per esperienza diretta. Per anni sono arrivato nel capoluogo lombardo alla Stazione Centrale. Un giorno un immigrato ha provato ad aggredirmi".


L'attacco a Sala sul caso Ramy


Il candidato ha poi rivolto una critica diretta al sindaco Beppe Sala, richiamando la vicenda legata alla morte del giovane Ramy: "Sala voleva persino premiare il papà di Ramy. Il padre di quel ragazzo morto non è un delinquente, ma di sicuro non ha educato bene il figlio. E, con tutto il rispetto, non so cos'altro abbia fatto nella vita. I carabinieri che hanno inseguito Ramy, invece, non sono stati difesi dal Comune". Secondo l'ex generale, proprio questo episodio avrebbe pesato sulla sua decisione di scendere in campo: "Io sono sceso in campo anche per questo: bisogna difendere le forze dell'ordine".


Il legame con Vannacci nato nei reparti speciali dell'Esercito


Interrogato sul rapporto con il leader di Futuro Nazionale, Burgio ha ripercorso una conoscenza che affonda le radici nella comune esperienza militare: "Lo conosco da anni. Vannacci era capitano comandante di una Compagnia Incursori quando io ero nella palazzina di fronte e comandavo il Battaglione Paracadutisti". Il candidato ha aggiunto di aver ricevuto giudizi positivi sul conto di Vannacci da conoscenti comuni: "Alcuni miei cari amici del suo reparto, intanto, mi parlavano bene di lui: persona perbene, preparata, professionale".

Burgio ha raccontato di aver sostenuto pubblicamente Vannacci anche nella fase più controversa della sua carriera pubblica: "In seguito, quando Vannacci è diventato noto per il suo libro, l'ho difeso negli articoli che scrivo per alcune riviste. Anche quando è stato indagato e archiviato per varie vicende legate alla sua carriera".


Dalla proposta degli imprenditori alla discesa in campo


Sull'origine della propria candidatura a Milano, l'ex generale ha spiegato di essere stato inizialmente contattato da un gruppo di imprenditori, ancor prima della nascita ufficiale di Futuro Nazionale: "Io ero già stato contattato da un gruppo di imprenditori, ai quali però avevo risposto che non ero molto interessato a un'avventura politica a Milano, ma prima che Vannacci lanciasse Fn. Alla fine ho deciso di fare qualcosa per l'Italia".


La disponibilità al passo indietro per il centrodestra


E sulla possibilità di un'intesa più ampia con il resto della coalizione, Burgio si è detto pronto a farsi da parte qualora Futuro Nazionale decidesse di sostenere un altro nome del centrodestra: "Se si raggiungesse un accordo per cui Fn decidesse di aiutare un altro candidato del centrodestra, per me andrebbe benissimo. L'importante è vincere".


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