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Caso Park Towers: i comitati chiedono al Comune di Milano di costituirsi parte civile

Appello a Palazzo Marino in vista della terza udienza Milano – I comitati locali e ambientalisti del quartiere Parco Lambro sollecitano il Comune di Milano a costituirsi parte civile nel processo relativo al progetto Park Towers. L’appello arriva in vista della terza udienza preliminare, prevista per il 13 maggio, dopo che nelle prime due il […]

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Appello a Palazzo Marino in vista della terza udienza

Milano – I comitati locali e ambientalisti del quartiere Parco Lambro sollecitano il Comune di Milano a costituirsi parte civile nel processo relativo al progetto Park Towers. L’appello arriva in vista della terza udienza preliminare, prevista per il 13 maggio, dopo che nelle prime due il Comune non ha intrapreso alcuna iniziativa in merito.

Attraverso l’avvocata Veronica Dini, i comitati hanno inviato una lettera all’Avvocatura comunale, chiedendo che Palazzo Marino eserciti le proprie prerogative a tutela dei residenti del quartiere interessato dal progetto. Inoltre, propongono che il Comune dia il proprio consenso all’eventuale attivazione di programmi di giustizia riparativa e alla possibilità per i comitati di esercitare i diritti riconosciuti alle persone offese dal reato.

Il progetto Park Towers

Il progetto Park Towers prevede la costruzione di due grattacieli di 80 e 60 metri (rispettivamente 27 e 16 piani), oltre a un ulteriore edificio di tre piani. Complessivamente, verranno realizzati 113 appartamenti destinati a ospitare circa 300-320 nuovi residenti. Secondo i comitati, la densità abitativa supererà i 3 metri cubi per metro quadrato, con edifici che superano i 25 metri di altezza. Senza che sia stato predisposto un piano attuativo per l’adeguamento della viabilità e dei servizi pubblici nella zona.

Preoccupazioni su danni erariali e servizi ridotti

I comitati denunciano che l’assenza di una costituzione in parte civile da parte del Comune potrebbe tradursi nella mancata tutela degli interessi pubblici. Con il rischio di non ottenere il riconoscimento del danno erariale subito. Inoltre, sottolineano il rischio di un impatto negativo sulla qualità della vita dei residenti, con una riduzione dei servizi e degli spazi pubblici a disposizione della comunità.

L’invito rivolto all’amministrazione è chiaro. Se il Comune non intende costituirsi parte civile, dovrebbe almeno consentire ai comitati di farlo per tutelare il benessere collettivo del quartiere Parco Lambro.

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