Città della Ricerca e della Salute a Sesto San Giovanni, il PD attacca: “Ritardi gravissimi”
Capelli e Tremolada (PD): “Il rinvio della Città della Ricerca e della Salute mette a rischio sanità pubblica e rigenerazione di Sesto”.
Il nuovo slittamento di oltre tre anni per la realizzazione della Città della Ricerca e della Salute a Sesto San Giovanni accende lo scontro politico. Secondo il Partito Democratico, il rinvio rischia di far slittare l’apertura del polo sanitario all’inizio del prossimo decennio, mettendo in discussione uno dei più importanti progetti pubblici di sanità e rigenerazione urbana dell’area metropolitana milanese.
Capelli (PD): “In gioco il diritto alla salute”
Alessandro Capelli, segretario del PD Milano Metropolitana, parla di un progetto che va ben oltre il semplice trasferimento di strutture ospedaliere. “La Città della Ricerca e della Salute – sottolinea – riguarda il diritto alla salute e il funzionamento complessivo della città metropolitana”. Secondo Capelli, il progetto ha senso solo se inserito in una rete sanitaria pubblica integrata, capace di collegare ricerca, cura, prevenzione e medicina territoriale, in dialogo con università, formazione e servizi già presenti.
Il rischio di una sanità a due velocità
Per il PD, i continui rinvii hanno anche un altro effetto collaterale: mentre un’infrastruttura pubblica strategica resta bloccata, il privato sanitario continua a rafforzarsi. “Il rischio – avverte Capelli – è quello di una sanità a doppia velocità, che penalizza l’interesse pubblico. Servono risorse certe, tempi chiari e una visione politica forte”.
Tremolada: “Progetto chiave per la rinascita di Sesto”
Il valore della Città della Ricerca e della Salute è centrale soprattutto per Sesto San Giovanni. Marco Tremolada, segretario cittadino del PD, definisce il polo sanitario “il perno della rigenerazione delle aree ex Falk”.
“Senza questa funzione pubblica – spiega – non esiste una vera rinascita di Sesto. È una scelta che rappresenta anche un risarcimento simbolico per il peso che quelle aree hanno avuto sulla salute dei cittadini”.
Secondo Tremolada, la vocazione sanitaria e scientifica può diventare il motore di un nuovo sviluppo economico per Sesto, il Nord Milano e l’intera città metropolitana. “Attorno agli ospedali e alla ricerca – afferma – si costruisce un ecosistema di lavoro, innovazione e servizi che dà identità e futuro al territorio”.
“Immobilismo del centrodestra. Serve un cambio di passo immediato”
Il PD punta il dito contro il centrodestra, accusato di aver rallentato il progetto sia in Regione Lombardia, dove mancherebbero ancora le risorse necessarie, sia a livello locale. “La giunta di Sesto – sostiene Tremolada – non ha saputo tenere il progetto al centro dell’agenda politica, forse perché non lo ha mai considerato davvero proprio”.
La conclusione è un appello netto. “Serve una svolta ora – ribadisce Capelli –: avviare i lavori, reperire i fondi mancanti e definire un cronoprogramma credibile, senza ulteriori rinvii”. In gioco, per il Partito Democratico, non c’è solo un’opera pubblica, ma il futuro della sanità pubblica e lo sviluppo equilibrato dell’intera area metropolitana milanese