Clima, migrazioni e disuguaglianze: a Milano un convegno su come insegnarli in classe
Appuntamento sabato 3 ottobre all'Istituto Orsoline di via Lanzone, promosso da Uciim Lombardia. Al mattino i dati e le cause, al pomeriggio i laboratori per costruire percorsi didattici nei due cicli di istruzione.
Nei programmi scolastici il clima si studia in geografia o in scienze, le migrazioni in storia, le disuguaglianze in educazione civica. Nella realtà quei tre fenomeni si alimentano a vicenda: la siccità sposta popolazioni, gli squilibri economici decidono chi può adattarsi e chi deve partire. Colmare questa distanza fra come si studiano e come accadono è il punto di partenza di "Variazioni climatiche e diseguaglianze globali, in relazione alle migrazioni. Dati, cause, conseguenze e percorsi educativi per una cittadinanza consapevole e solidale", la giornata che Uciim Lombardia porta a Milano sabato 3 ottobre, dalle 9 alle 15.30, nella Sala Medaglie dell'Istituto Orsoline di via Lanzone 53.
Il programma tra relatori, dati e laboratori
L'associazione ha messo insieme scuola, università, ricerca e istituzioni. Fra i relatori attesi ci sono don Roberto Maier dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Giovanni Grieco dell'Università degli Studi di Milano, Alice Baronetti dell'Istituto di Geoscienze e Georisorse del Cnr, Chiara Andrà dell'Università del Piemonte Orientale e Fabio Calvino per Uciim. Sono state invitate anche le rappresentanze regionali e provinciali, chiamate a fare il collegamento fra le trasformazioni globali e le scelte politiche sul territorio.
La prima parte della giornata è dedicata all'analisi: quali numeri descrivono i tre fenomeni, quali cause li producono, quali effetti generano. Nel pomeriggio il registro cambia e si passa ai laboratori, dedicati a costruire percorsi interdisciplinari di educazione alla cittadinanza per il primo e per il secondo ciclo di istruzione.
Una scuola in grado di leggere anche il presente
Il presupposto di Uciim è che su fenomeni ancora in corso la scuola non possa fermarsi alle nozioni. Clima, disuguaglianze e migrazioni entrano comunque in classe, attraverso i telegiornali, i social e quello che i ragazzi vedono nel proprio quartiere, spesso in forma frammentaria o polemica. Fornire gli strumenti per leggere i dati, risalire alle cause e distinguere i fatti dalle opinioni diventa allora parte del mestiere dell'insegnante, ed è il senso del richiamo alla cittadinanza e alla solidarietà contenuto nel titolo dell'iniziativa.