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Climate City Contract, Milano aggiorna il piano clima: 42 nuovi progetti dalle case popolari agli ospedali fino alla Scala

Entrano nel patto Siemens, IULM, IED, Edison Next e altri quattro soggetti. Grandi: "Milano capofila nella governance climatica".

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Milano ha presentato la versione aggiornata del Climate City Contract, il documento che definisce il percorso della città verso la neutralità climatica all'interno della Missione europea "100 Climate-Neutral and Smart Cities". Il testo, sottoscritto dall'amministrazione comunale insieme a enti locali, atenei e imprese del territorio, fissa impegni e collaborazioni destinati ad accelerare l'abbattimento delle emissioni.


Otto nuovi soggetti entrano nella rete


L'edizione 2026 amplia la platea dei firmatari con l'ingresso di otto realtà pubbliche e private: Milanosport, IED Milano, IULM, Edison Next, Siemens, LifeGate, ANACI e il Forum per la Finanza Sostenibile. Si aggiungono a una compagine che comprendeva già A2A, ATM, MM, SEA, SoGeMi, Milano Ristorazione, i principali atenei cittadini, operatori immobiliari come Coima, Covivio, Lendlease e Nhood, oltre a Fondazione Cariplo, FAI, Legambiente e Green Building Council.


Quarantadue nuove azioni, molte sull'edilizia


Il portafoglio si arricchisce di 42 interventi inediti, con una concentrazione evidente sul patrimonio costruito, che resta il capitolo più oneroso in termini di consumi. L'operazione di maggiore dimensione riguarda la riqualificazione energetica e climatica di un ampio insieme di edifici di edilizia residenziale pubblica comunale, realizzata attraverso uno schema di partenariato pubblico-privato.

A queste si affiancano 15 azioni ulteriori proposte da soggetti che avevano già aderito nel 2024, distribuite fra produzione fotovoltaica, efficientamento degli immobili e gestione delle risorse idriche.


Trigenerazione negli ospedali, impianti nuovi alla Scala


Fra i progetti presentati, Edison Next prevede la costruzione di centrali tecnologiche con impianti di trigenerazione presso gli ospedali Buzzi, Fatebenefratelli, Sacco e Policlinico. La stessa società interverrà sugli impianti energetici del Teatro alla Scala e dei Laboratori Ex Ansaldo, con nuovo fotovoltaico e sistemi di gestione dei consumi.


Sul fronte dell'acqua, A2A realizzerà pozzi di acqua tecnica in due proprie sedi, destinati ad alimentare autolavaggi e lavaggio stradale senza attingere alla rete potabile. Il FAI contribuirà invece con il restauro di due nuove Case Museo cittadine, Casa Crespi e Casa Livio-Grandi, comprensivo di interventi di efficientamento.


Il progetto CLIMB e la scala della "molecola urbana"


L'elemento metodologicamente più nuovo dell'aggiornamento è il progetto CLIMB, promosso dal Comune con il supporto scientifico dell'Università Bocconi nell'ambito di NetZeroCities. Il modello lavora su una dimensione intermedia fra città e quartiere, definita "molecola urbana", che permette di mettere in relazione interventi differenti valutandone gli effetti complessivi e le possibili forme di finanziamento. Il procedimento costruisce scenari territoriali, quantifica il potenziale di riduzione delle emissioni e individua pacchetti integrati di azioni su edifici, energia, mobilità, capitale naturale e soluzioni basate sulla natura, associandoli a strumenti finanziari capaci di attrarre capitali pubblici e privati.


Le due aree pilota e i numeri attesi


La sperimentazione ha riguardato due zone della città. La prima è la Molecola Adriano-Crescenzago-Lambro, interessata da diversi processi di trasformazione fra cui il progetto Reinventing Cities "Green Between" di NEAR, la riqualificazione degli alloggi popolari di via Rizzoli e il recupero delle aree golenali lungo il fiume. La seconda è la Molecola Vittoria-Molise-Calvairate, dove insistono la futura BEIC, il Parco 8 Marzo e il progetto ARIA per l'ex Macello.


Le proiezioni indicano per la prima area una riduzione delle emissioni del 34% entro il 2035, fino a 146mila tonnellate di CO₂ all'anno, e del 74% al 2050, con 57,6mila tonnellate. Per la seconda i valori attesi sono del 38% al 2035, pari a 35,6mila tonnellate annue, e del 76% al 2050, fino a 14,1mila.


Grandi: "Milano capofila verso la neutralità climatica"


"L'evento di oggi ha confermato la volontà di Milano di consolidare il proprio ruolo di città capofila nella sperimentazione di nuovi modelli di governance climatica", ha dichiarato l'assessora all'Ambiente e Verde Elena Grandi, indicando nella collaborazione fra istituzioni europee, governo, amministrazioni locali, ricerca e sistema economico la leva per accelerare il percorso. L'aggiornamento, secondo l'assessora, serve a "tradurre gli obiettivi di neutralità climatica di Milano in progetti realizzabili", con l'ambizione di rendere le soluzioni sperimentate esportabili in altre città.


I lavori si sono svolti a Palazzo Reale e si sono aperti con un confronto fra i rappresentanti delle città italiane aderenti alla Missione europea, il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e la Commissione europea, dedicato alle misure nazionali ed europee a sostegno della transizione climatica urbana.


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