Colpito alla testa durante gli scontri ma rimasto a presidiare piazza Duomo: chi è il dirigente di polizia elogiato da Meloni
Angelo De Simone, responsabile del commissariato Garibaldi-Venezia, è stato colpito durante gli scontri di sabato ma non ha lasciato la piazza. La premier ne ha pubblicato la foto su Instagram, mentre in Consiglio comunale FdI rilancia la candidatura all’Ambrogino presentata prima degli scontri
Il volto scoperto e la ferita alla testa. È l’immagine che Giorgia Meloni ha scelto di pubblicare su Instagram per commentare la seconda giornata di violenze nel centro di Milano. Il protagonista è Angelo De Simone, primo dirigente della Polizia di Stato e responsabile del commissariato Garibaldi-Venezia, colpito al capo da un sampietrino durante gli scontri e rimasto comunque a presidiare piazza Duomo mentre le devastazioni proseguivano.
Meloni: “A volto scoperto, senza arretrare”
Nel testo che accompagna la foto la presidente del Consiglio costruisce un contrasto esplicito tra il funzionario a viso scoperto e chi, dall’altra parte, si copre il capo con un cappuccio per colpire e distruggere. Lo Stato, scrive, non è un’astrazione ma un insieme di persone che restano al proprio posto quando altri scelgono la violenza. Il passaggio ha un valore di solidarietà verso le forze dell’ordine, ma assume anche una collocazione politica precisa dopo due giorni di saccheggi che hanno coinvolto centinaia di giovani e decine di esercizi commerciali.
Alla dichiarazione la premier ha affiancato un annuncio operativo: la convocazione di una riunione sull’ordine pubblico per fare il punto e valutare strumenti ulteriori contro chi utilizza manifestazioni legittime per generare violenza e disordine. La difesa dei cittadini e di chi garantisce la sicurezza, conclude, viene prima di qualsiasi indulgenza verso i responsabili.
Oltre 200 giovani identificati
Le parole arrivano al termine della guerriglia di domenica 18 ottobre. Almeno duemila giovanissimi si sono radunati in piazza Duomo rispondendo a un appello circolato sui social, e gli scontri si sono poi estesi a via Torino, largo Cairoli, corso Garibaldi e largo La Foppa, tra vetrine infrante, negozi svuotati e lanci di oggetti contro gli agenti. Nella sola domenica oltre 200 giovani sono stati accompagnati in questura e identificati, quasi l’80% dei quali minorenni. Il dato si somma a quello del giorno precedente, quando le persone portate negli uffici di polizia erano state 72, con 16 arresti e 22 denunce.
Piantedosi riunisce i vertici della polizia
Già nel pomeriggio di domenica il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva presieduto una riunione con il capo della Polizia e i principali dirigenti del Viminale, con il questore di Milano Bruno Megale collegato da remoto. Attraverso il questore il ministro ha espresso gratitudine agli operatori per la gestione di violenze attribuite a gruppi di teppisti in larga parte minorenni, autoconvocatisi in rete. Secondo la ricostruzione del Viminale, il carattere improvviso e frammentato delle mobilitazioni non ha impedito di organizzare servizi in grado di seguire i diversi nuclei dispersi per la città, contenere i danni e procedere agli accompagnamenti in questura.
Cagnolati (FdI): “Ambrogino d’oro a De Simone e ai suoi agenti”
Marco Cagnolati, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ha proposto l’Ambrogino d’oro al commissariato Garibaldi-Venezia nella persona del suo dirigente, precisando di avere presentato la candidatura già nel 2025 e di averla rinnovata quest’anno prima della scadenza del 15 ottobre, quindi in data anteriore agli scontri.
Il consigliere motiva la proposta con la conoscenza diretta del lavoro svolto dal commissariato in alcune delle aree più complesse della città, dalla Stazione Centrale a Porta Venezia fino al Lazzaretto, dove gli agenti intervengono su criminalità, spaccio e degrado urbano. La sicurezza, sostiene, non è una categoria astratta ma il risultato dell’attività quotidiana di chi presidia le strade e risponde alle richieste dei residenti e delle attività commerciali.
L’aggressione del 17 ottobre, osserva Cagnolati, ha acceso i riflettori su De Simone, ma il valore del funzionario e dei suoi agenti era riconoscibile anche prima dell’episodio. L’auspicio rivolto alla Commissione per le Civiche Benemerenze è che la candidatura trovi un sostegno trasversale, perché la gratitudine verso chi serve lo Stato dovrebbe prescindere dalle appartenenze politiche.