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Categoria: ISTITUZIONI

Guerriglia a Milano, è scontro politico sulle responsabilità tra Sala e il centrodestra

Dal Viminale ai candidati delle primarie, la lettura delle due giornate di saccheggi divide la città a poco più di un anno dal voto.

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Le due giornate di saccheggi e devastazioni nel centro di Milano hanno aperto un fronte politico che attraversa ogni schieramento e che, a poco più di un anno dalle comunali, si è saldato con la corsa a Palazzo Marino. La condanna delle violenze è unanime, nessuno la mette in discussione. 

Il sindaco Giuseppe Sala ha condannato senza attenuanti chi ha sfondato vetrine e svuotato negozi, escludendo qualsiasi atteggiamento comprensivo verso quei comportamenti e disponendo che la Polizia Locale operasse a pieno supporto delle forze di polizia statali. 


Il passaggio che ha acceso la polemica è arrivato con l'intervento del primo cittadino a RTL 102.5, in cui Sala ha descritto uno squilibrio numerico evidente in piazza Duomo: una massa di manifestanti aggressivi contro un contingente ridotto di agenti, confinato in un angolo della piazza. Nessuna obiezione verso il questore, con cui dichiara di lavorare quotidianamente, ma la convinzione che il momento sia stato sottovalutato e che le forze disponibili per l’ordine pubblico non fossero adeguate. In oltre dieci anni di mandato, ha aggiunto, non aveva mai avvertito una simile sensazione di perdita di controllo sulla violenza, e teme che gli episodi del fine settimana non restino isolati. Sui danni ha annunciato una verifica, aprendo all’ipotesi che i privati e lo stesso Comune si rivalgano sui responsabili.


La replica di Piantedosi: “Distinguo che spostano l’attenzione”


Matteo Piantedosi ha risposto nel giro di poche ore. Il ministro dell’Interno contesta al sindaco di avere puntato il dito contro le forze di polizia subito dopo l’invito della presidente del Consiglio a una condanna unanime, leggendovi il riflesso di una parte della sinistra incapace di condannare i violenti senza introdurre precisazioni e portata a cercare responsabilità nello Stato e nei suoi rappresentanti. L’adeguatezza dei dispositivi, assicura, viene sempre verificata a posteriori, anche per prepararsi a fenomeni nuovi. Ma "una cosa è valutare come prevenire meglio le violenze, un’altra è spostare l’attenzione da chi le ha commesse".


Majorino: “Si usa la violenza di pochi per zittire chi protesta”


Dal Partito Democratico la contro-replica è affidata a Pierfrancesco Majorino, capogruppo in Consiglio regionale e membro della segreteria nazionale, che definisce folli le parole del ministro. La destra, sostiene, sta utilizzando l’inaccettabile violenza di una minoranza come pretesto per delegittimare chi scende in piazza sul diritto allo studio, alla casa e al lavoro.


Garavaglia (FdI): “Nessuna rivendicazione giustifica l’aggressione a una divisa”


Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, ha espresso vicinanza agli agenti feriti e definito inaccettabili le violenze. Lanciare sassi e bombe carta, danneggiare mezzi pubblici, negozi e vetrate, afferma, significa mettere a rischio le persone e colpire l’intera comunità. Il diritto di manifestare va tutelato insieme alla sicurezza di chi lavora o attraversa la città, e chi ha aggredito dovrà risponderne.


Dalle dimissioni di Pacini alle critiche a Sala: l’affondo di Sardone sul centrosinistra


Silvia Sardone, candidata sindaca della Lega e consigliera comunale, ha sollecitato le dimissioni di Lorenzo Pacini, assessore Pd al Municipio 1 e candidato alle primarie, che in un video girato in piazza aveva parlato di repressione ingiustificata da parte della polizia esprimendo solidarietà ai ragazzi coinvolti. Giudica imbarazzanti anche le posizioni di Carlotta Cossutta, che ha richiamato la rabbia dei giovani, di Mario Calabresi, che ha chiesto alle forze dell’ordine di distinguere tra pacifici e violenti, e dello stesso Majorino. Critica infine Sala, che aveva ritenuto comprensibili le ragioni della protesta.


Burgio: “Tolleranza zero contro le aggressioni”


I toni più duri arrivano dal generale Carmelo Burgio, candidato sindaco sostenuto da Futuro Nazionale, secondo cui Milano sta pagando a caro prezzo le scelte della sinistra. Nella sua nota attacca le politiche sull’immigrazione e, citando Pasolini, indica in poliziotti e carabinieri i veri proletari, contrapponendoli agli studenti universitari. La richiesta è una svolta immediata per la città.


Goisis chiede a Sala di scendere in piazza: “In quei ragazzi un grido di sofferenza”


Sul fronte opposto si colloca Tommaso Goisis, candidato alle primarie del centrosinistra, che in quella piazza ha letto un grido di sofferenza e di rabbia di ragazzi giovanissimi. Goisis accusa il governo di rispondere alle proteste soltanto con la forza e con decreti che comprimono le libertà di manifestazione, e chiede a Sala di difendere fisicamente i giovani scendendo in strada con la fascia tricolore, come ha fatto il primo cittadino di Saint Denis, alle porte di Parigi. L’avvertimento finale è rivolto al suo stesso campo: se Milano diventa un campo di battaglia a ogni manifestazione, la destra costruirà su quel terreno la campagna elettorale, con la concreta possibilità di vincere nel 2027.


Scavuzzo: “Quando la folla è indistinta, il caos cresce”


La vicesindaca Anna Scavuzzo, a 24 Mattino su Radio 24, attribuisce parte della dinamica a infiltrazioni, riconoscibili a suo giudizio in alcuni cori ripresi dalle immagini: quando la folla diventa indistinta, chi cerca disordine vi si aggrega e il caos si moltiplica. Migliaia di ragazzi che devastano l’arredo urbano, incendiano cassonetti o entrano nei negozi configurano un’emergenza da fronteggiare, ma il lavoro vero, osserva, riguarda l’evitare che una situazione simile si ripeta.


Quartapelle: “Capire chi c’è dietro queste convocazioni”


Un’ipotesi diversa la avanza la deputata dem Lia Quartapelle, che separa nettamente le devastazioni dalle rivendicazioni sul caro vita e richiama i precedenti europei di manifestazioni convocate attraverso i social, in alcuni casi amplificate da potenze straniere, con effetti pesanti sui contesti urbani. Serve quindi capire cosa sia realmente accaduto e chi abbia alimentato quelle convocazioni, oltre a chiarire perché le forze dell’ordine siano apparse impreparate soprattutto nella giornata di domenica. Accusare la sinistra di soffiare sul fuoco, conclude, è irresponsabile: il Pd ha espresso più volte solidarietà alle forze dell’ordine e chiesto rigore contro i responsabili.


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