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Categoria: ARTE - CULTURA

Competizione Italiana di Mediazione a Milano: vince l’Università di Bergamo, argento a Catania e bronzo alla Bicocca

Sessanta studenti, dieci atenei, tre casi da risolvere senza passare dal tribunale. Si è chiusa con la proclamazione dei vincitori la quattordicesima edizione della Competizione Italiana di Mediazione, la sfida che mette alla prova i futuri giuristi sul terreno della composizione stragiudiziale delle liti civili e commerciali. Il podio: Bergamo davanti a Catania e Bicocca […]

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Sessanta studenti, dieci atenei, tre casi da risolvere senza passare dal tribunale. Si è chiusa con la proclamazione dei vincitori la quattordicesima edizione della Competizione Italiana di Mediazione, la sfida che mette alla prova i futuri giuristi sul terreno della composizione stragiudiziale delle liti civili e commerciali.

Il podio: Bergamo davanti a Catania e Bicocca

La medaglia d’oro va all’Università degli Studi di Bergamo, con la squadra formata da Eleonora Gualdi, Ilaria Zanchi, Laura Bigoni, Vittoria Lucrezia Rovetta, Arturo Bernardini e Sofia Brena. Un risultato che replica il successo dell’anno precedente e consolida la tradizione dell’ateneo orobico, già primo nel 2017.

Alle sue spalle si piazza l’Università di Catania, rappresentata da Andrea Faraci, Giorgia Garra, Marco Gresta, Giulia Iacono, Valerio Porto e Silvia Nike Scalone. Il gradino più basso del podio spetta all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, con Alessio Gemmi, Giulia Ilaria, Letizia Pianta, Lucia Sangalli e Valeria Sciclone. Ai piedi della classifica, quarte a pari merito, la seconda squadra della Luiss Guido Carli e il team dell’Università di Torino.

Come funziona la gara: avvocati e parti in causa per un giorno

Il meccanismo della CIM poggia sulla simulazione. Ogni ateneo schiera una o due formazioni, composte da un minimo di due a un massimo di sei studenti, che si confrontano davanti a una giuria di mediatori professionisti. All’interno di ciascun team i ruoli si dividono: c’è chi veste i panni del difensore e chi quelli della parte coinvolta nella controversia. La valutazione premia la capacità di operare in squadra, l’efficacia comunicativa e la padronanza delle tecniche negoziali apprese durante il percorso universitario. L’accesso è riservato agli iscritti a corsi di laurea di primo o secondo livello.

I tre casi in gara: dal condominio agli influencer

Le controversie sottoposte ai partecipanti hanno spaziato su terreni eterogenei. Il primo scenario ruota attorno a un immobile in comproprietà, con i due titolari in disaccordo sulla cessione. Il secondo mette di fronte due influencer divisi sull’assetto del proprio percorso professionale. Il terzo riguarda invece la frizione tra il presidente di una piccola realtà sportiva e il suo sponsor di riferimento.

I premi speciali: otto riconoscimenti distribuiti tra gli atenei

Accanto alla classifica generale, la giuria ha assegnato menzioni tematiche. All’Alma Mater Studiorum di Bologna il riconoscimento Fair Play tra avvocati, patrocinato dallo Studio Legale Colombo. Alla prima squadra della Luiss Guido Carli la migliore presentazione, mentre la seconda formazione dello stesso ateneo si è distinta per la migliore esplorazione. L’Università degli Studi di Milano ha ottenuto il premio per il migliore perseguimento dei propri interessi, Perugia quello per il migliore lavoro cliente-avvocato. Ex aequo tra Ferrara e Cattolica del Sacro Cuore per il migliore sviluppo della relazione; a Torino il riconoscimento per il migliore sviluppo di opzioni di interesse reciproco, alla Cattolica anche la menzione per il migliore utilizzo degli strumenti dell’ascolto attivo.

La competizione è promossa dalla Camera Arbitrale di Milano insieme all’Università degli Studi di Milano, all’Università Cattolica del Sacro Cuore e all’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che ospitano l’evento. Alla quattordicesima edizione hanno preso parte, oltre ai tre atenei organizzatori, Bergamo, Bologna, Torino, Ferrara, Perugia, Luiss Guido Carli e Catania.

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