Comune di Milano, al via la seconda fase del Piano Casa: 10mila alloggi per il ceto medio contro l’emergenza abitativa
Il Comune di Milano accelera sul Piano Casa: nuovi bandi, correttivi e partnership pubblico-privato per 10mila alloggi accessibili.
Il Piano Casa del Comune di Milano entra nella sua seconda fase operativa e si conferma uno dei pilastri della strategia cittadina contro l’emergenza abitativa. L’obiettivo, fissato dall’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Sala, resta ambizioso: rendere disponibili 10mila alloggi in affitto calmierato per il ceto medio nell’arco di dieci anni.
Il cuore del progetto: affitti sostenibili per chi lavora
Il Piano è pensato per lavoratori con redditi medi, indicativamente tra i 1.500 e i 2.500 euro al mese, che oggi faticano a restare in città. La soglia di sostenibilità resta quella di un canone non superiore a un terzo dello stipendio, per contrastare un fenomeno che sta spingendo sempre più famiglie verso l’hinterland.
Conte: “La casa è l’emergenza delle emergenze”
Il punto sullo stato di avanzamento del Piano è stato fatto durante il workshop “Milano per l’Abitare”, ospitato a Palazzo Reale e promosso dall’assessore al Bilancio e al Piano Casa Emmanuel Conte. L’incontro ha coinvolto istituzioni, operatori immobiliari, cooperative e mondo finanziario, chiamati a collaborare in un’alleanza pubblico-privato senza precedenti per la città.
Secondo l’assessore Conte, il tema abitativo è oggi il principale fattore di disuguaglianza urbana. Il costo dell’abitare incide sulle differenze di reddito, genere ed età, con effetti diretti sulla qualità della vita e sul benessere sociale. Da qui la necessità di un intervento strutturale e non più rinviabile, che richiede il coinvolgimento di tutti gli attori del sistema.
Correzioni in corsa e approccio pragmatico
Dopo i primi riscontri degli operatori, il Piano è stato aggiornato con alcuni correttivi. Sarà il Comune a occuparsi in via preliminare delle indagini ambientali e delle valutazioni sui costi di bonifica delle aree, così come dell’istruttoria economico-finanziaria dei progetti. Una scelta pensata per ridurre l’incertezza e rendere più attrattivi i bandi.
I nuovi bandi e le aree coinvolte
Già da febbraio partiranno le gare per le aree di via Bovisasca, San Romanello e Sant’Elia, quest’ultima nell’area dell’ex Palasharp. A marzo seguirà il concorso di idee per via Zama, via Salomone e Porto di Mare. Alcune zone inizialmente inserite nel Piano saranno invece destinate a funzioni pubbliche, tra cui piazzale Martesana e via Esterle.
Il traguardo complessivo non cambia, ma il percorso si amplia: oltre alle nuove costruzioni, il Comune punta al recupero del patrimonio immobiliare pubblico oggi inutilizzato e all’acquisizione di immobili da altri enti. Una strategia che segna un cambio di paradigma, supportata – secondo l’assessore – da risorse già disponibili.
Canoni calmierati e regia pubblica
Il riferimento iniziale di 80 euro al metro quadro all’anno potrebbe essere modulato con maggiore flessibilità, per garantire la sostenibilità economica degli interventi. Resta però centrale la regia pubblica e il modello di partenariato pubblico-privato, considerato il perno dell’intero Piano.
Il Piano Casa è affiancato da interventi complementari, come il contributo da 1,2 milioni di euro per sostenere l’affitto dei lavoratori under 35 e il recupero di aree dismesse di proprietà comunale nei comuni di Gorgonzola, Gessate e Cologno Monzese.
Il confronto con istituzioni e stakeholder
Durante la giornata sono intervenuti anche il sindaco Sala, la presidente della Commissione europea sulla crisi abitativa Irene Tinagli e l’assessore regionale alla Casa Paolo Franco. Dal mondo delle imprese e delle cooperative è arrivato un sostegno prudente: apprezzamento per l’impianto generale, ma anche la richiesta di regole certe, tempi chiari e sostenibilità economica per evitare il blocco degli investimenti.