Comune di Milano, dal 2026 arrivano i buoni pasto cumulabili: fino a 150 euro al mese in più per i dipendenti
Nuovo strumento di welfare per circa 10mila lavoratori comunali: ticket più flessibili e utilizzabili anche nella grande distribuzione
Dal 2026 il Comune di Milano introduce una novità assoluta nel sistema di welfare dedicato al proprio personale: i buoni pasto diventano cumulabili, con un valore medio che potrà arrivare a circa 150 euro mensili per ciascun dipendente. Una misura inedita per Palazzo Marino, pensata per offrire maggiore flessibilità e sostegno economico in una città dove il costo della vita continua a salire.
La decisione della Giunta e le risorse stanziate
Il provvedimento è stato approvato dalla Giunta comunale e coinvolgerà circa 10mila lavoratrici e lavoratori. L’intervento rientra nelle scelte di bilancio per il triennio 2026-2028 e dispone fin da subito delle coperture economiche necessarie. Con questa decisione, l’Amministrazione dà attuazione a un indirizzo già definito dal Consiglio comunale, rafforzando gli strumenti di sostegno al reddito per il personale.
Dalle mense ai ticket elettronici: l’evoluzione del servizio
Negli anni scorsi il servizio di ristorazione per i dipendenti comunali si basava su mense e locali convenzionati, con una compartecipazione alla spesa da parte dei lavoratori. Nel 2024, anche per contrastare gli effetti dell’inflazione e la perdita di potere d’acquisto, il Comune aveva introdotto i buoni pasto elettronici da 7 euro, utilizzabili quotidianamente in una rete di esercizi commerciali diffusa sul territorio.
Ticket cumulabili e rete di utilizzo ampliata
A distanza di un anno dall’avvio del servizio, l’Amministrazione compie ora un passo ulteriore: i buoni pasto potranno essere accumulati e spesi con maggiore libertà. I ticket manterranno il valore di 7 euro per ogni giornata lavorativa, ma saranno utilizzabili in una rete che supera i 1.200 esercizi e che sarà progressivamente estesa anche alla grande distribuzione. Resta inoltre la possibilità di usufruire di pasti completi a prezzo calmierato nei locali convenzionati.
Investimento da 5 milioni in più all’anno
L’introduzione della cumulabilità comporta un impegno economico aggiuntivo per il Comune di circa 5 milioni di euro all’anno, portando il costo complessivo del servizio a 13 milioni annui. Una scelta che punta a rendere più attrattivo il lavoro pubblico locale e a rispondere alle esigenze concrete di chi opera quotidianamente al servizio della città.