“Costruire dalle macerie”: al PAC di Milano la nuova edizione di Performing Pac celebra i 30 anni dalla riapertura dopo l’attentato di via Palestro
Dal 3 luglio al 13 settembre il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta la nuova edizione di Performing Pac, il format ideato nel 2018 e curato da Silvia Bignami, Iolanda Ratti e Diego Sileo. Il titolo scelto per questa edizione, “These fragments I have shored against my ruins”, rimanda alla poetica del frammento e dell’assemblaggio, […]
Dal 3 luglio al 13 settembre il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta la nuova edizione di Performing Pac, il format ideato nel 2018 e curato da Silvia Bignami, Iolanda Ratti e Diego Sileo. Il titolo scelto per questa edizione, “These fragments I have shored against my ruins”, rimanda alla poetica del frammento e dell’assemblaggio, ed è l’occasione per celebrare i trent’anni dalla riapertura del PAC, avvenuta il 16 luglio 1996 dopo la ricostruzione resa necessaria dalla strage mafiosa del 27 luglio 1993 in via Palestro.
Il format del “flashback storico”
Performing Pac rimette in scena una mostra storica attualizzandone i temi attraverso il coinvolgimento di artisti contemporanei. Il punto di partenza di questa edizione è la mostra del 2001 dedicata a Kurt Schwitters, di cui vengono esposte quattro opere: i tre collage Mz 253 Herz (1921), Für Glaserherz (1921) e King (1947), e il rilievo Grasmere (1942-45). Dalla poetica di Schwitters, basata su montaggio, assemblaggio, accumulo e stratificazione di linguaggi diversi, il progetto si estende alla ricerca di sette artisti contemporanei invitati a dialogare con quel tessuto concettuale: Jacopo Benassi, John Bock, Gabriella Ciancimino, Roberto Cuoghi, Thomas Hirschhorn, Lucia Marcucci e Mika Rottenberg.
Sacchi: “Una ferita collettiva trasformata in spazio di produzione culturale”
“Da questo anniversario nasce un progetto che invita artisti e artiste contemporanei a riflettere sul significato della ricostruzione, non solo come recupero di un edificio, ma come processo culturale, sociale e simbolico”, ha dichiarato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi. “La rinascita del PAC ha trasformato una ferita collettiva in uno spazio di produzione culturale, incontro e immaginazione”, ha aggiunto, sottolineando come la mostra metta al centro l’idea del “costruire con le macerie”, tema che risuona con particolare forza nel contesto del trentesimo anniversario.
La Project Room
In dialogo con la mostra principale, la Project Room ospita “Architettura alla prova. Il PAC di Ignazio Gardella”, un approfondimento che indaga il processo progettuale della ricostruzione del Padiglione come campo di sperimentazione e verifica architettonica. La Project Room è realizzata grazie a Esselunga, main sponsor che contribuì alla ricostruzione del PAC dopo l’attentato del 1993 e che oggi ricorda il legame tra il suo fondatore Bernardo Caprotti e Ignazio Gardella, progettista di numerosi negozi e sedi direzionali del Gruppo. Performing Pac è realizzato con il supporto di Tod’s, sponsor della programmazione annuale del PAC, e di Arsenalia.