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Categoria: ISTITUZIONI

Cpr, Sala: “Non sono del ‘no assoluto’, ma i rimpatri restano lontani dalle promesse di Salvini

Il sindaco di Milano: “Condizioni umane e trasparenza nei Cpr sono essenziali. Rimpatri promessi da Salvini irraggiungibili”

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Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, interviene sulla questione dei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr), chiarendo che non aderisce a un “no assoluto”. Parlando alla convention “Manifattura delle idee – Un futuro per l’Italia e l’Europa” a Firenze, Sala ha sottolineato l’importanza di condizioni umane adeguate e di trasparenza sulle regole che determinano l’ingresso nei centri.

Rimpatri e numeri concreti

“Il punto è: perché una persona finisce in un Cpr? Perché deve essere rimpatriata”, spiega Sala. Il sindaco ha ricordato come le promesse del leader della Lega Matteo Salvini – che annunciava 600.000 rimpatri – siano lontane dai numeri reali. “Oggi in Italia vengono rimpatriati meno di 5.000 immigrati all’anno, di cui circa 500 a Milano”, ha aggiunto, sottolineando che la città fa la sua parte ma non può risolvere da sola un problema legato agli accordi internazionali e di reciprocità praticamente inesistenti.

Sala invita la sinistra a rivedere il proprio approccio ai Cpr: non si tratta di chiudere totalmente i centri, ma di garantire diritti, trasparenza e sicurezza. Secondo il sindaco, la gestione dei rimpatri deve basarsi su dati concreti e non su promesse irrealistiche, bilanciando esigenze di legalità e rispetto dei diritti umani.

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