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CUP unico in Lombardia, la Regione rassicura: “Nessun ritardo, adesioni già avviate”

Regione Lombardia smentisce ritardi sul CUP unico: strutture private già al lavoro per l’avvio. Obiettivo sistema operativo entro fine 2026.

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Nessun rallentamento sul progetto del CUP unico in Lombardia. La Direzione Generale Welfare interviene per chiarire lo stato di avanzamento dell’iniziativa, rispondendo alle recenti notizie che parlavano di possibili ritardi. Secondo quanto comunicato, tutte le principali strutture sanitarie private hanno già avviato le attività necessarie per prepararsi all’integrazione nel sistema regionale di prenotazione.

Strutture private già operative

Il percorso di adesione coinvolge alcuni dei principali gruppi della sanità privata lombarda, che stanno lavorando sul piano tecnico e organizzativo per garantire l’avvio del servizio. Tra i primi a partire figurano realtà come la Fondazione Poliambulanza di Brescia e il Centro Diagnostico Italiano, mentre altri gruppi seguiranno con attivazioni progressive nei prossimi mesi, in linea con il cronoprogramma stabilito.

Un calendario di attivazioni progressivo

L’integrazione delle strutture private nel CUP unico avverrà gradualmente nel corso del 2026. Alcuni centri inizieranno già dalla primavera, con ulteriori attivazioni previste durante l’estate e nei mesi successivi. Il processo punta a coinvolgere progressivamente tutte le principali realtà accreditate, garantendo una copertura sempre più ampia del servizio sul territorio.

Collaborazione tra pubblico e privato

La Direzione Generale Welfare sottolinea il clima di collaborazione instaurato con gli operatori privati, che stanno contribuendo attivamente all’implementazione del sistema insieme ai fornitori tecnologici. In questa fase iniziale, l’attenzione si è concentrata soprattutto sulle strutture pubbliche, già impegnate nell’attivazione del CUP nel rispetto della programmazione regionale.

Obiettivo: sistema completo entro fine 2026

Il traguardo resta quello di completare l’attivazione del CUP unico entro dicembre 2026, con la piena integrazione di pubblico e privato. La partecipazione delle strutture accreditate viene considerata fondamentale per garantire un’offerta sanitaria più accessibile e trasparente, assicurando ai cittadini una maggiore libertà di scelta e un sistema di prenotazione più efficiente su scala regionale.

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