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Dal 21 aprile torna il Salone del Mobile a Milano: oltre 1.900 espositori tra design e arredo

oltre 1.900 espositori, debutti internazionali e focus su design e filiere globali.

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Dal 21 aprile, Milano ospita il Salone del Mobile, punto di riferimento per l’industria dell’arredo globale. Secondo la presidente Maria Porro, l’evento non si limita a mostrare il settore: è un luogo in cui le imprese possono confrontarsi, leggere i cambiamenti e costruire strategie per il futuro, in un contesto di mercati e filiere in continua evoluzione.

La manifestazione si conferma imponente: oltre 1.900 espositori, di cui circa il 37% provenienti dall’estero, distribuiti su più di 169mila metri quadrati. Tra debutti e ritorni sono attesi 227 brand, con un’attenzione particolare alle quattro principali esposizioni: Salone Internazionale del Mobile, Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, Workplace3.0 e S.Project. Tornano anche le biennali di settore: EuroCucina / FTK – Technology For the Kitchen e Salone Internazionale del Bagno, con centinaia di brand da tutto il mondo.

Export e mercati in evoluzione

Nonostante l’instabilità geopolitica, il settore del legno-arredo italiano continua a registrare numeri importanti. Nel 2025 il fatturato ha superato 52 miliardi di euro, sostenuto principalmente dal mercato interno, che sfiora i 33 miliardi. Le esportazioni, oltre 19 miliardi, restano stabili, ma mostrano segnali di rallentamento nei mercati tradizionali come Stati Uniti e Francia, mentre registrano crescita in Africa, Emirati Arabi e Canada.

Una filiera strategica per l’economia italiana

Secondo il centro studi Fla, la filiera conta oltre 62mila imprese e più di 292mila addetti, contribuendo al 2,3% del PIL nazionale e rappresentando una quota significativa del manifatturiero italiano. In questo scenario, il Salone del Mobile si conferma un appuntamento imprescindibile per comprendere le tendenze internazionali e favorire la diversificazione dei mercati.

Il settore dovrà affrontare sfide significative nei prossimi mesi, tra cui il rallentamento dell’export verso mercati storici e la necessità di intercettare nuove opportunità in Paesi meno tradizionali. Come sottolinea Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo, il Salone diventa così non solo una vetrina, ma anche uno strumento strategico per rafforzare la capacità di adattamento delle imprese italiane nel mercato globale.

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