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Categoria: ARTE - CULTURA

Dal “bosco della droga” al Bosco della Musica: a Rogoredo posata la prima pietra del nuovo campus-Conservatorio di Milano

Investimento da 61,6 milioni per il primo campus-conservatorio d’Italia, con auditorium da 400 posti e residenza per 210 studenti. Apertura prevista nell’anno accademico 2028/2029

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Jazz, pop-rock ed elettronica da una parte, musica classica dall’altra. Il Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano si prepara a distribuire la propria offerta formativa su due sedi: la storica via Conservatorio resterà il presidio della tradizione, mentre i linguaggi musicali contemporanei troveranno casa a Rogoredo, nell’area compresa tra il borgo storico e Santa Giulia. È stata posata oggi la prima pietra del Bosco della Musica, che diventerà il primo campus-conservatorio italiano.


Quattro edifici, un auditorium e 210 posti letto


Il progetto vale 61,6 milioni di euro e si articola in quattro edifici, tra cui la Palazzina Ex Chimici, testimonianza industriale del quartiere destinata al recupero e ai percorsi di pop-rock e jazz. Il cuore acustico sarà un auditorium da 400 posti con acustica variabile e immersiva, pensato per ospitare repertori molto diversi, dalla musica da camera al rock, sul modello della Sala Verdi.

Completano il campus sale di ripresa e registrazione, laboratori di musica elettronica con tecnologie avanzate e una residenza da 210 posti destinata a studenti e docenti fuori sede, con canoni dichiaratamente inferiori a quelli del mercato immobiliare milanese. L’intero complesso sorgerà all’interno di un parco pubblico accessibile alla città.


Cosa si studierà nella nuova sede


Il campus accoglierà il dipartimento dei nuovi linguaggi musicali, con i percorsi dedicati a jazz, pop-rock ed elettronica, ai quali si aggiungono i corsi di musicoterapia e il dottorato in Musica, Arti performative e STEM. Il trasferimento produrrà effetti anche sulla sede centrale: liberando spazi in via Conservatorio, l’istituzione conta di riorganizzare gli ambienti rimasti a vantaggio di chi vi resterà, con più superficie disponibile per lo studio e per il dialogo con le realtà di produzione musicale già ospitate nell’edificio.


La posa della prima pietra


La giornata si è aperta con la lettura del messaggio del ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, affidata all’onorevole Alessandra Gallone, consigliera del ministro per l’Alta Formazione Artistica e Musicale e presidente di ISPRA. Sono quindi intervenuti il presidente del Conservatorio Giovanni Fosti e il direttore Massimiliano Baggio.


Il rito ha previsto la firma di una pergamena celebrativa da parte delle autorità presenti, il suo inserimento in una capsula del tempo, la benedizione dell’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini e la calata della capsula insieme alla pietra nello scavo predisposto. Hanno poi preso la parola il sindaco Giuseppe Sala, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.


Fosti e Baggio: “Tradizione e innovazione in un’unica istituzione”


Secondo il presidente e il direttore del Conservatorio la seconda sede diventerà il luogo dove tradizione e innovazione si incontrano, favorendo il dialogo tra i linguaggi musicali contemporanei lungo un percorso che tiene insieme formazione, ricerca e produzione artistica. Via Conservatorio, sottolineano, continuerà a custodire il patrimonio classico che da oltre due secoli caratterizza l’istituzione, la quale resterà unitaria pur articolandosi su due poli.


Sala: “La cultura come strumento di rinnovamento urbano”


Per il sindaco di Milano il Bosco della Musica richiamerà giovani talenti internazionali in un quartiere lontano dal centro, offrendo formazione di alto livello in spazi innovativi. Sala valorizza in particolare la scelta di investire in un’area attraversata da criticità, seppure al centro di trasformazioni rilevanti come quella tra Santa Giulia e Rogoredo: una decisione che a suo giudizio dimostra la capacità di visione di un’istituzione di rilievo internazionale.


Fontana: “Un tassello di rigenerazione urbana”


Il presidente della Regione Lombardia rivendica un impegno diretto fin dal primo accordo, quantificato in 27 milioni di euro, e segnala la crescita della dotazione complessiva dai 47 milioni iniziali agli attuali 61. Fontana descrive l’operazione come un tassello di un disegno più ampio di rigenerazione urbana, destinato a migliorare la qualità dell’abitare e l’accesso ai servizi pubblici in un quartiere colpito negli ultimi anni da fragilità evidenti. Il presidente collega inoltre il progetto al peso economico del comparto musicale lombardo, descritto come uno dei principali motori dell’industria culturale regionale, con migliaia di operatori e decine di migliaia di professionisti impiegati.


Caruso: “Un luogo associato alla droga tornerà a parlare di cultura”


L’assessore regionale alla Cultura Francesca Caruso affronta direttamente il nodo reputazionale del quartiere, auspicando che un’area a lungo identificata con lo spaccio venga riconosciuta per le opportunità offerte ai giovani. La presenza quotidiana del Conservatorio e del suo pubblico, sostiene, contribuirà a contrastare isolamento e degrado.

All’investimento principale Caruso affianca 1,3 milioni di euro assegnati all’istituto attraverso il bando regionale dedicato all’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica, risorse destinate a laboratori e strumentazione per la ricerca sulle nuove tecnologie del suono, dalla registrazione all’intelligenza artificiale applicata alla produzione musicale.


Alparone: “Un progetto che guarda al mondo”


Il vicepresidente e assessore regionale al Bilancio Marco Alparone richiama la combinazione tra formazione, cultura e rinascita di quartiere, osservando che gli studenti del nuovo campus arriveranno da diversi Paesi. La Regione, aggiunge, interviene concretamente quando riconosce in un progetto una capacità di generare valore sociale ed economico.


Vignali: “Oggi piantiamo il primo seme”


Raffaello Vignali, consigliere delegato del Conservatorio per il Bosco della Musica, ha ricordato che il percorso è cominciato nell’aprile 2019 e si è costruito attraverso incontri, competenze e fiducia reciproca tra più soggetti. Il nome scelto, osserva, racconta un’attesa: oggi si pianta il primo seme, tra qualche anno studentesse e studenti suoneranno in quel luogo e la città entrerà in un parco attraversato dalla musica.


Le tappe verso l’apertura nel 2028/29


L’idea prende forma nel 2022 con la firma del protocollo d’intesa tra Ministero delle Infrastrutture, Ministero dell’Università e della Ricerca, Regione Lombardia, Comune di Milano e Conservatorio. L’area è stata concessa dall’amministrazione comunale, con il coinvolgimento del Provveditorato alle Opere Pubbliche. I lavori sono partiti nel dicembre 2025 e si concluderanno nel 2028, seguiti dal collaudo e dall’avvio delle attività. L’apertura agli studenti è fissata per l’anno accademico 2028-2029.


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