Emergenza Gaza, la Lombardia in prima linea: presentati in Consiglio i risultati degli aiuti umanitari 2025
Fontana e Cattaneo rivendicano il metodo lombardo: meno ideologia, più interventi concreti per sostenere civili e famiglie colpite dal conflitto
La cooperazione internazionale torna al centro dell’Aula del Consiglio regionale della Lombardia. A Palazzo Pirelli sono stati presentati i risultati dei progetti di emergenza realizzati nella Striscia di Gaza tra ottobre e dicembre 2025, iniziative che hanno portato assistenza sanitaria, beni essenziali e servizi primari a migliaia di civili colpiti dalla crisi. Interventi finanziati nell’ambito della legge regionale sulla cooperazione allo sviluppo e sostenuti dall’Intergruppo consiliare dedicato alle popolazioni di Gaza e Cisgiordania.
A illustrare i risultati è stato il sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega alle Relazioni internazionali ed europee, Raffaele Cattaneo, affiancato dai rappresentanti delle organizzazioni della società civile coinvolte nei progetti. Un lavoro corale che, come sottolineato dal presidente Attilio Fontana, dimostra come anche in contesti geopolitici drammatici sia possibile costruire risposte condivise. La capacità di dialogo tra forze diverse, ha evidenziato il governatore, resta uno strumento essenziale per contrastare la guerra e alleviare le sofferenze delle popolazioni civili.
Fontana: “Contro la guerra servono fatti, non parole”
Il presidente della Regione ha rimarcato il significato politico e umano degli interventi, ringraziando l’Intergruppo consiliare per aver lavorato in modo unitario in una fase storica segnata da profonde divisioni. L’obiettivo, ha spiegato Fontana, non è schierarsi ideologicamente ma portare aiuti concreti dove c’è bisogno, ribadendo che la guerra rappresenta sempre il male estremo da combattere con ogni mezzo possibile, a partire dalla solidarietà.
Cattaneo: “Superare le contrapposizioni per aiutare chi soffre”
Sulla stessa linea il sottosegretario Cattaneo, che ha rivendicato un approccio pragmatico all’emergenza umanitaria. Davanti a crisi di questa portata, ha spiegato, la politica è chiamata ad andare oltre slogan e bandiere, assumendosi la responsabilità di trasformare le risorse pubbliche in interventi efficaci. Anche in uno scenario complesso come quello di Gaza, Regione Lombardia ha scelto di puntare su operatività e risultati, garantendo cure, beni di prima necessità e servizi essenziali a migliaia di persone.
Sanità, riabilitazione e supporto psicologico ai civili feriti
Tra i progetti presentati, uno dei più rilevanti ha riguardato l’assistenza sanitaria e riabilitativa a civili feriti o con disabilità nei governatorati di Deir el Balah e Gaza City. L’intervento ha permesso di offrire migliaia di prestazioni tra cure infermieristiche, percorsi riabilitativi e supporto psicologico individuale e di gruppo. Accanto alle terapie, sono stati distribuiti kit igienici, medicinali e beni destinati a neonati, contribuendo a migliorare le condizioni di vita delle famiglie più fragili.
Sostegno alle famiglie e aiuti contro l’emergenza freddo
Un secondo intervento ha puntato sul sostegno diretto ai nuclei familiari più vulnerabili, attraverso la distribuzione di beni alimentari e contributi economici per affrontare le necessità quotidiane. L’azione, realizzata in collaborazione con realtà religiose e umanitarie attive sul territorio, ha incluso anche la fornitura di calzature e abbigliamento invernale per adulti e bambini, riducendo i rischi sanitari legati alle basse temperature e alle condizioni di precarietà.
Acqua potabile e servizi igienici nei campi per sfollati
Fondamentale anche l’intervento dedicato all’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari. Nei campi per sfollati di diverse aree della Striscia di Gaza sono stati distribuiti ingenti quantitativi di acqua, garantendo una fornitura quotidiana essenziale a migliaia di persone. In alcune strutture sono stati inoltre migliorati i servizi igienici, un passo decisivo per prevenire malattie e tutelare la salute pubblica in contesti di emergenza.