Fibra ottica e intelligenza artificiale contro il cancro: la Città metropolitana di Milano porta il suo modello al congresso ESAC
Il Campus metropolitano smart come infrastruttura abilitante per la ricerca oncologica: connettere ospedali, università e centri di calcolo per fare del territorio un laboratorio a cielo aperto
Al Politecnico di Milano si è aperto il 7 maggio il primo Meeting annuale dell’ESAC (European Interdisciplinary Society for AI in Cancer Research) che coincide con la quarta edizione di AI for Oncology and Cancer Research. La conferenza, presieduta dalla dottoressa Arsela Prelaj e dal professor Jakob Nikolas Kather, riunisce per due giorni ricercatori, clinici e istituzioni per fare il punto sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale lungo l’intero spettro della prevenzione, diagnosi e trattamento oncologico. Tra i soggetti invitati a portare la propria esperienza, un protagonista inatteso: la Città metropolitana di Milano.
Una rete in fibra ottica come sistema nervoso della ricerca
La Città metropolitana ha presentato al congresso il proprio Campus metropolitano smart, con particolare attenzione all’infrastruttura in fibra ottica realizzata e gestita direttamente dall’ente pubblico. Una scelta compiuta anni fa e oggi riconosciuta come strategica: la rete connette scuole, ospedali, questure e centri di ricerca del territorio, trasformandosi in un abilitatore concreto per le applicazioni di intelligenza artificiale in ambito scientifico.
Il vicesindaco Francesco Vassallo, intervenuto nella welcome session, ha spiegato il valore di quella scelta: «Un’infrastruttura ottica di nuova generazione, progettata per supportare sperimentazione scientifica, calcolo intensivo, intelligenza artificiale e fotonica avanzata, consente di attrarre centri di ricerca, università, start-up deep-tech e imprese ad alto contenuto tecnologico. Siamo orgogliosi di un’infrastruttura interamente progettata e creata da un ente pubblico, capace di mettere in rete altre istituzioni. L’integrazione tra rete in fibra ottica e ricerca fondamentale crea un circolo virtuoso in cui il territorio diventa laboratorio a cielo aperto per nuove tecnologie».
Il nodo tra INT, Cascina Rosa e l’AI-ON-Lab
Una sessione plenaria è stata dedicata interamente al ruolo della Città metropolitana nella ricerca oncologica milanese. Al centro del dibattito: come un vettore in fibra ottica ad altissima capacità, bassa latenza e affidabilità deterministica stia rendendo possibile la collaborazione scientifica tra strutture fisicamente distanti ma operativamente integrate.
La dottoressa Arsela Prelaj, presidente ESAC, ha chiarito il valore operativo di questa infrastruttura: «Città Metropolitana fornisce una rete in fibra ottica affidabile e capillare che consente la connessione tra le diverse sedi dell’Istituto Nazionale dei Tumori. Grazie a questo contributo è possibile garantire una comunicazione efficiente e continua tra la sede principale di INT, Cascina Rosa (dove hanno sede il Dipartimento di Data Science e l’AI-ON-Lab) e l’Amadeo Lab, cuore delle attività di ricerca traslazionale e bioinformatica. Un elemento strategico imprescindibile che valorizza in modo concreto il ruolo della Città Metropolitana come infrastruttura abilitante per l’innovazione».
Il modello si allarga: dal Besta all’ecosistema territoriale
Il perimetro di questa collaborazione va oltre l’Istituto Nazionale dei Tumori. Francesca De Giorgi, dell’Istituto Neurologico Carlo Besta, ha illustrato come la sinergia con la Città metropolitana stia producendo risultati concreti anche sul fronte della gestione integrata dei dati clinici e diagnostici: «La collaborazione favorisce sinergie tra laboratori, sistemi di imaging e infrastrutture digitali, sostenendo modelli avanzati di interoperabilità e valorizzando il patrimonio informativo sanitario, con ricadute positive sulla qualità delle cure e sulla ricerca biomedica».
Un asset pubblico con vocazione nazionale
Ciò che emerge dal congresso è un modello replicabile: un ente pubblico che, anticipando le esigenze del territorio, ha costruito un’infrastruttura capace di ridurre il divario digitale, attrarre investimenti in ricerca e posizionare l’area metropolitana milanese come polo di eccellenza a livello nazionale e internazionale. La fibra ottica, in questo scenario, non è un dettaglio tecnico ma l’ossatura su cui si reggono collaborazioni scientifiche altrimenti impossibili e forse, in futuro, diagnosi e terapie che oggi non esistono ancora.