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Categoria: ISTITUZIONI

Fontana rilancia la doppia Lega: “Zaia vicino ai territori, con Vannacci incompatibilità ideologica”. E sul governo: “Leggi troppo centraliste”

Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana torna a farsi sentire nel dibattito interno alla Lega e lo fa con toni netti su più fronti: la proposta della “doppia Lega”, la figura di Luca Zaia, la distanza da Roberto Vannacci e le critiche all’indirizzo del governo nazionale. L’occasione è l’intervista rilasciata venerdì 12 giugno a […]

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Il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana torna a farsi sentire nel dibattito interno alla Lega e lo fa con toni netti su più fronti: la proposta della “doppia Lega”, la figura di Luca Zaia, la distanza da Roberto Vannacci e le critiche all’indirizzo del governo nazionale. L’occasione è l’intervista rilasciata venerdì 12 giugno a Zapping su Rai Radio1, a margine del recente Consiglio federale del partito.

Il modello Csu-Cdu e la centralità dei territori

“È una proposta alla quale noi crediamo”, ha detto Fontana a proposito dell’ipotesi di una Lega articolata su due componenti distinte. Il riferimento esplicito è al modello tedesco Csu-Cdu, con patti di desistenza e autonomie interne, che consentirebbe di tenere insieme una linea politica nazionale e una rappresentanza più marcata delle istanze locali. Per il governatore lombardo il punto non riguarda esclusivamente il Nord: “Il nostro movimento deve essere il partito che porta avanti le esigenze dei territori, non solo quelle del nord ma anche del centro e del sud.”

Zaia “ottima persona”, ma nessuna diarchia con Salvini

In questo schema, Fontana ha indicato Luca Zaia come figura adeguata a incarnare la componente territoriale del partito: “Ha dimostrato di essere particolarmente vicino ai territori e apprezzato dai territori, ci sono riscontri elettorali che lo dimostrano in maniera chiara.” Alla domanda se una simile architettura possa generare una diarchia con Matteo Salvini, il governatore ha escluso questa lettura: “Non vedo una diarchia, vedo competenze diverse e funzioni diverse: chi si occupa più del territorio e chi fa la sintesi a livello nazionale.”

“Incompatibilità ideologica” con Vannacci: “Non bisognava essere dei fini Churchill per capirlo”

Sul rapporto con Roberto Vannacci, ex vicesegretario, Fontana ha scelto toni misurati ma un giudizio politico inequivocabile. “Non ho nulla contro il generale, che è una persona capace e intelligente, ma il suo tipo di politica non collima con quelle che sono state le fondamenta del nostro partito. C’era una incompatibilità ideologica.” Il governatore ha aggiunto di aver percepito per tempo la distanza: “Avevo visto che stava già percorrendo strade diverse, quando vedevo delle riunioni organizzate alle quali non potevano partecipare i rappresentanti della Lega. Non bisognava essere dei fini Churchill per capirlo.”

L’attacco al governo: “Leggi centraliste che non rispettano i territori”

Fontana ha poi allargato il ragionamento al rapporto tra regioni e governo nazionale, con una critica diretta alle scelte legislative dell’esecutivo. “Il governo fa leggi che tendono a essere centraliste, che non vanno nella direzione del futuro”, ha affermato, rivendicando per la Lombardia — “la regione più produttiva del Paese” — maggiore velocità e flessibilità per competere a livello internazionale. “Nel futuro credo ci debba essere una relazione maggiore con i territori, non con lo Stato-nazione”, ha concluso.

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