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Categoria: ARTE - CULTURA

Futura 2026 alla Scala: la Lombardia rivendica il primato dell'economia culturale con 33 miliardi di valore aggiunto e 55 milioni di presenze turistiche

La seconda edizione degli Stati Generali della Cultura si è aperta con un messaggio di Papa Leone XIV. Fontana e Caruso hanno indicato la rotta: rete diffusa, alleanza pubblico-privato e rilancio dei piccoli comuni

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Il Teatro alla Scala ha ospitato la seconda edizione di "Futura. Nuovi sguardi per la Cultura", gli Stati Generali promossi dall'assessore regionale Francesca Caruso. Il tema scelto quest'anno, "Domande come motore della conoscenza e dell'innovazione", ha guidato una giornata di lavori che ha riunito rappresentanti delle istituzioni e figure di primo piano di arte, cinema, teatro, musica, architettura, impresa e informazione. Accanto al presidente della Regione Attilio Fontana sono intervenuti il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il sovrintendente e direttore artistico scaligero Fortunato Ortombina e il presidente del Consiglio regionale Federico Romani.


Il messaggio di Leone XIV: l'eredità culturale al servizio della persona


Ad aprire l'incontro è stata la lettera inviata dal Pontefice, letta in sala dall'assessore Caruso. Leone XIV ha richiamato la necessità di "custodire l'eredità culturale lombarda mettendola al servizio della persona, della sua dignità e della sua sete di verità", invitando a osservare il patrimonio con occhi rinnovati. Nella missiva la bellezza artistica e il pensiero culturale vengono descritti come "la manifestazione più alta e luminosa della vita dello spirito". Il Papa ha inoltre espresso l'auspicio che l'iniziativa aiuti a comprendere quanto la fede cristiana abbia plasmato, nel corso dei secoli, l'arte, la letteratura e la poesia italiana.


Fontana: identità e innovazione, la doppia anima lombarda


Nel suo intervento il governatore ha ricordato che la Lombardia è la prima regione italiana per valore dell'economia culturale, grazie a un tessuto di imprese, istituzioni e professionisti che produce "sviluppo, occupazione, attrattività e rigenerazione dei territori". La forza del sistema, ha spiegato, risiede nella capacità di "tenere insieme ciò che siamo stati e ciò che possiamo diventare", conservando un patrimonio straordinario e rendendolo al tempo stesso contemporaneo. Fontana ha poi insistito sul carattere capillare dell'offerta, che non si esaurisce nei grandi eventi o nelle sedi più celebri ma genera "nuovi baricentri" e consolida la collaborazione tra pubblico e privato, diventando così un fattore competitivo per l'intera regione.


Musei e turismo, i numeri di una crescita record


I dati diffusi in occasione dell'evento confermano la fase favorevole. Nell'ultimo anno i musei lombardi hanno superato i 12,4 milioni di ingressi. Le presenze turistiche sono passate dai 53 milioni del 2024 ai 55 milioni del 2025 e le proiezioni indicano un ulteriore aumento per l'anno in corso. Per il periodo giugno-settembre 2026 l'Osservatorio stima 27,7 milioni di presenze, pari a un incremento del 5,9%. Nel triennio 2026-2028 i flussi dovrebbero crescere complessivamente del 16%, con circa 9 milioni di presenze aggiuntive.


Caruso: "Portare i visitatori oltre le mete più note"


L'assessore ha indicato nella valorizzazione dei centri minori la priorità dei prossimi anni. "Vogliamo che chi visita la Lombardia possa conoscere anche il patrimonio e le iniziative culturali dei piccoli comuni", ha affermato, citando mostre, teatri e luoghi ancora poco frequentati. Far conoscere questa offerta, ha aggiunto, è la condizione per attrarre nuovo pubblico e creare opportunità per imprese, operatori culturali, commercio e accoglienza. Caruso ha infine ricordato che il comparto lombardo della cultura e dello spettacolo vale oltre 33 miliardi di valore aggiunto, il dato più elevato a livello nazionale.


Da Isgrò a Michieletto, le voci sul palco e l'installazione di Greg Goya


Nel corso della giornata si sono avvicendati, tra gli altri, Giordano Bruno Guerri, Emilio Isgrò, Franco Arminio, Marco Balich, Giulia Bini, Marco Magnifico, Paolo Strippoli, Bernhard Scholz, Damiano Michieletto, Giulio Cappellini, Andrée Ruth Shammah, Andrea Mastrovito, Peter Florence e Paolo Crepet. Il foyer del teatro ha accolto "Atto Futuro", l'installazione firmata dall'urban artist Greg Goya. Dal confronto è emersa un'idea di cultura intesa come spazio di libertà, conoscenza e innovazione, capace di guardare avanti senza recidere il legame con la storia e con l'identità dei territori.


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