Galleria Vittorio Emanuele, il Comune di Milano bandisce gli spazi Feltrinelli come libreria: 18 anni di concessione a canone calmierato
La giunta comunale di Milano ha approvato una delibera proposta dall’assessore al Bilancio Emmanuel Conte che avvia un nuovo bando per gli spazi della Galleria Vittorio Emanuele II occupati da vent’anni dalla libreria Feltrinelli. La novità più rilevante è che per la prima volta il Comune vincola esplicitamente il bando a un’unica destinazione d’uso: una […]
La giunta comunale di Milano ha approvato una delibera proposta dall’assessore al Bilancio Emmanuel Conte che avvia un nuovo bando per gli spazi della Galleria Vittorio Emanuele II occupati da vent’anni dalla libreria Feltrinelli. La novità più rilevante è che per la prima volta il Comune vincola esplicitamente il bando a un’unica destinazione d’uso: una libreria. Lo spazio, con accesso al piano terra e sviluppo tra piano ammezzato e sotterraneo per poco più di mille metri quadrati, resterà quindi dedicato ai libri per altri 18 anni.
Canone a un sesto del valore commerciale ordinario
La concessione avrà una durata di 18 anni con un canone annuo a base d’asta di 434.000 euro, calcolato applicando lo stesso regime calmierato riservato alle altre due librerie storiche della Galleria: Rizzoli, presente dal 1949, e Bocca, attiva dal 1936. Il parametro utilizzato è il canone fermo ai valori del 2012, pari a 523 euro al metro quadrato e ulteriormente ridotto del 20%. Per avere un termine di paragone, Tiffany, che si trova di fronte agli spazi in questione, versa oltre 20.000 euro al metro quadrato. Ai mille metri soggetti a canone si aggiungono circa 200 metri quadrati di locali tecnici esclusi dal conteggio.
La qualità del progetto culturale al centro
La gara si svolgerà in due fasi distinte. Nella prima i partecipanti dovranno presentare un progetto dettagliato sull’utilizzo degli spazi, valutato in base alla qualità e all’ampiezza dell’offerta libraria, alle innovazioni previste, alle attività rivolte al pubblico e agli orari di apertura. Solo i progetti ritenuti idonei accederanno alla seconda fase, che si svolgerà tramite asta all’incanto. L’asta non sarà necessaria nel caso in cui venga presentata una sola offerta qualificata.
I sotterranei della Galleria si trasformano
La delibera ricostruisce anche l’evoluzione degli spazi sotterranei della Galleria. Il contratto originario di Feltrinelli del 2006 riguardava quasi 2.000 metri quadrati, mentre oggi l’area interessata dal bando supera di poco i mille metri. Nel corso degli anni aggiustamenti tecnici e modifiche parziali hanno ridefinito i confini sotterranei dell’Ottagono. Nei sotterranei operano ora diversi concessionari: Prada sta realizzando un passaggio immersivo tra il negozio uomo e quello donna, mentre Savini lavora a un progetto dedicato a cabaret e intrattenimento.
Otto anni di contenzioso: la vertenza tra Feltrinelli e il Comune
Il nuovo bando nasce anche dall’esigenza di chiudere una controversia aperta da oltre otto anni. Il contratto di Feltrinelli è scaduto nel 2018 e non può essere rinnovato senza gara attraverso le norme riservate alle Botteghe Storiche. Nel 2017 la società aveva chiesto il rinnovo automatico, respinto da Palazzo Marino. Le due gare indette nel 2018 andarono entrambe deserte, con base d’asta a 973.000 euro e l’unica offerta presentata da Feltrinelli, pari a 400.000 euro, risultata inferiore alla soglia. Il Tar e il Consiglio di Stato nel novembre 2023 hanno dato ragione al Comune, mentre resta ancora pendente una causa davanti al tribunale ordinario. La delibera precisa che alla gara potranno partecipare anche soggetti coinvolti in un contenzioso con il Comune non ancora definito da sentenza passata in giudicato.
Conte: “Preservare l’equilibrio tra maison internazionali e librerie significa custodire l’identità della Galleria”
“Pochi luoghi al mondo riescono a tenere insieme, nello stesso spazio, grandi maison internazionali, caffè, ristorazione di qualità e librerie di valore culturale e identitario”, ha dichiarato l’assessore Conte, sottolineando come la valorizzazione del patrimonio comunale non significhi “inseguire soltanto il massimo rendimento economico, ma scegliere ciò che genera maggiore valore per la città”. La delibera viene presentata come uno strumento replicabile: “Vogliamo utilizzarlo ogni volta che sarà necessario” per tutelare i presìdi culturali che rendono la Galleria “un luogo unico nel panorama internazionale”.