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Categoria: ARTE - CULTURA

Giorno della Memoria: a Milano un murale con Papa Francesco, Liliana Segre, Sami Modiano ed Edyth Bruck

Un omaggio alla Memoria dell’Olocausto Milano – In occasione dell’80° anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau, è apparso a Milano un murale che rappresenta Papa Francesco, Liliana Segre, Sami Modiano ed Edyth Bruck in stile Simpson. L’opera, firmata dall’artista aleXsandro Palombo, è visibile in Via Michele Amari, all’angolo con Via Francesco Caracciolo. Il titolo dell’opera è […]

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Un omaggio alla Memoria dell’Olocausto

Milano – In occasione dell’80° anniversario della liberazione di Auschwitz-Birkenau, è apparso a Milano un murale che rappresenta Papa Francesco, Liliana Segre, Sami Modiano ed Edyth Bruck in stile Simpson. L’opera, firmata dall’artista aleXsandro Palombo, è visibile in Via Michele Amari, all’angolo con Via Francesco Caracciolo. Il titolo dell’opera è significativo: “Halt! Stoj! Antisemitism is everywhere”.

Un messaggio universale per tutte le generazioni

Nel post condiviso su Instagram, l’artista descrive l’opera come un tributo ai “grandi custodi della Memoria”. Palombo sottolinea un concetto chiave: “La visione di ‘Halt! Stoj!’ è sconsigliata agli adulti, ma se accade, l’adulto dovrebbe essere accompagnato da un bambino”. Questo invito simbolico punta a promuovere il dialogo intergenerazionale sulla storia dell’Olocausto e sui pericoli dell’antisemitismo.

La visione di un esperto sull’Antisemitismo

L’opera è stata commentata anche da Jeffrey Demsky, professore di Storia e Politica al San Bernardino Valley College negli Stati Uniti. Demsky evidenzia come l’antisemitismo, descritto come “l’odio più duraturo del mondo”, sia ancora radicato nella società contemporanea. Si manifesta in varie forme, dai meme online alle calunnie, fino a graffiti e atti di vandalismo.

Un simbolo di persecuzione persistente

Il murale “Halt! Stoj!” non è solo un tributo commemorativo. L’opera rappresenta una realtà inquietante: i sopravvissuti all’Olocausto, raffigurati con uniformi da carcerato e giubbotti antiproiettile, ricordano che la lotta contro l’antisemitismo non si è ancora conclusa. Collocati simbolicamente sotto una rappresentazione del cancello principale di Auschwitz, i protagonisti dell’opera trasmettono un senso di resilienza e, al contempo, di fastidio verso l’indifferenza del mondo.

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