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Il Comune di Milano amplia i servizi per la disabilità: 80 nuovi posti nei centri diurni e socio-educativi

Via libera della Giunta al potenziamento dei CSE e dei CDD: meno liste d’attesa e percorsi dedicati anche all’autismo

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Milano investe sul welfare e rafforza la rete dei servizi diurni per le persone con disabilità. Con una delibera approvata dalla Giunta, l’Amministrazione comunale ha avviato l’attivazione di due nuovi Centri socio-educativi (CSE) per un totale di 60 posti aggiuntivi, che si integreranno con i 18 enti già convenzionati, oggi punto di riferimento per oltre 250 utenti.

L’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé sottolinea come il piano sia frutto di un percorso condiviso con il Tavolo permanente sulla disabilità, che riunisce famiglie, Terzo settore e realtà di advocacy, oltre ai Municipi interessati.

Riorganizzazione dei Centri diurni disabili

Il provvedimento prevede anche una revisione dell’assetto dei Centri diurni disabili (CDD). Le strutture di via Anfossi e di via Cherasco saranno trasformate in CSE, mentre alle famiglie degli utenti sarà assicurata la possibilità di scegliere un’alternativa all’interno della rete comunale e convenzionata, mantenendo anche il servizio di trasporto.

Contestualmente, l’offerta dei CDD crescerà grazie a nuovi spazi. Il centro di via Statuto potrà estendersi nell’edificio comunale adiacente, aumentando i posti da 20 a 30. Analogo ampliamento per il CDD De Nicola, che dopo interventi di riqualificazione si trasferirà in via San Vigilio 43, portando anche qui i posti da 20 a 30. Attualmente sono 835 le persone inserite nei 40 CDD comunali e convenzionati.

Focus sull’autismo e specializzazione dei servizi

Tra le novità più significative figura il rafforzamento dei percorsi dedicati alle persone con disturbo dello spettro autistico. Almeno un CDD sarà specializzato per accogliere utenti con queste esigenze specifiche, attraverso la formazione mirata del personale e la riserva di posti dedicati.

È inoltre prevista l’individuazione di un secondo centro comunale con posti riservati a minori under 16 con diagnosi di spettro autistico, previa autorizzazione degli enti competenti. Una scelta che punta a diversificare l’offerta pubblica e a rispondere in modo più puntuale ai bisogni emergenti.

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