Il Comune di Milano apre una vetrina digitale sui beni pubblici in disuso: 20 immobili già in cerca di nuova vita
Palazzo Marino mette in vetrina i propri beni inutilizzati. Da lunedì 8 giugno è accessibile sul sito istituzionale del Comune una nuova sezione dedicata al patrimonio pubblico in disuso, voluta dall’Assessorato al Demanio: una piattaforma che raccoglie informazioni, immagini e localizzazione di ogni immobile o area in attesa di un progetto di recupero, con accesso […]
Palazzo Marino mette in vetrina i propri beni inutilizzati. Da lunedì 8 giugno è accessibile sul sito istituzionale del Comune una nuova sezione dedicata al patrimonio pubblico in disuso, voluta dall’Assessorato al Demanio: una piattaforma che raccoglie informazioni, immagini e localizzazione di ogni immobile o area in attesa di un progetto di recupero, con accesso diretto ai bandi pubblici attivi.
Una geormap dei beni vuoti della città
Il format scelto richiama volutamente quello dei principali portali immobiliari: galleria fotografica, schede descrittive e mappa geolocalizzata delle proprietà. Tra gli immobili già pubblicati figurano luoghi di forte valore simbolico, come l’Arco medievale di Porta Ticinese e la Pusterla di Sant’Ambrogio, insieme ad altri edifici storici, complessi e spazi distribuiti sul territorio cittadino e oltre i confini del Comune. Tutti gli immobili vengono messi a disposizione attraverso procedure pubbliche che puntano alla loro riattivazione preservando la proprietà pubblica.
Venti proprietà in vetrina, bandi aperti fino al 15 luglio
Al momento del lancio, la piattaforma conta venti proprietà per le quali l’Amministrazione ha già avviato procedure ad evidenza pubblica, aperte alla raccolta di manifestazioni d’interesse fino al 15 luglio. Possono partecipare tanto persone fisiche quanto soggetti giuridici qualificati. L’elenco è destinato ad ampliarsi nei prossimi mesi con l’inserimento progressivo di ulteriori immobili.
La trasparenza come leva di partecipazione
A illustrare la filosofia dello strumento è l’assessore al Bilancio e Demanio Emmanuel Conte, secondo cui la nuova piattaforma apre “alla partecipazione di idee, competenze e investimenti per dare nuova vita a beni che sono e possono tornare davvero di tutti”. La scelta di rendere pubblicamente accessibili le informazioni su ogni singolo immobile è presentata come un passo inedito per un’amministrazione locale, pensato per attrarre proposte capaci di coniugare tutela del patrimonio storico e trasformazione funzionale.
Rigenerazione urbana, coesione sociale, sviluppo economico
Il portale si inserisce in un programma più ampio di valorizzazione del patrimonio comunale in disuso, che ha definito criteri e procedure per favorire il recupero di beni pubblici come leva per generare nuove funzioni urbane, sociali e culturali. La collaborazione cercata è aperta: società civile, Terzo settore, operatori economici, investitori e istituzioni sono tutti potenziali interlocutori. La direzione indicata da Conte è quella di “promuovere sviluppo economico, coesione sociale, cultura e rigenerazione urbana, restituendo spazi e valore alla collettività”, trasformando luoghi finora chiusi in nuove opportunità per la città.