Il Museo del Design Italiano si rinnova: alla Triennale un nuovo viaggio immersivo tra industria, società e sperimentazione
Dal 7 febbraio 2026 un nuovo percorso racconta quasi un secolo di design italiano
Dal 7 febbraio 2026 il Museo del Design Italiano di Triennale Milano apre al pubblico un percorso espositivo completamente rinnovato, pensato per raccontare il design non come semplice collezione di oggetti iconici, ma come specchio delle trasformazioni culturali, industriali e sociali del Paese. La nuova narrazione, curata da Marco Sammicheli insieme a Marilia Pederbelli, con allestimento firmato da Roberto Giusti, mette in dialogo passato e presente attraverso una lettura accessibile, immersiva e contemporanea.
Oltre 400 opere per raccontare un secolo di creatività italiana
Il cuore del Museo è una selezione di oltre quattrocento oggetti, progetti e documenti che attraversano un arco temporale ampio, dalla fine degli anni Venti ai primi Duemila. Sedie, prototipi, grafica, moda, veicoli e arredi diventano tasselli di una storia più grande, quella delle sperimentazioni che hanno reso il design italiano un riferimento internazionale. Ogni opera è inserita nel contesto storico che l’ha generata, restituendo al visitatore il clima culturale e produttivo di ogni epoca.
Ad accogliere il pubblico è una grande timeline scandita per decenni, che corre lungo la parete d’ingresso e accompagna il visitatore attraverso eventi chiave della storia italiana. Dal secondo dopoguerra al boom economico, dal Sessantotto all’austerity, fino all’affermazione del postmoderno, il racconto intreccia politica, società e industria, ricordando momenti simbolici come lo sviluppo delle autostrade, la nascita della televisione o il ruolo centrale della Fiera di Milano. Il design emerge così come linguaggio capace di interpretare e anticipare il cambiamento.
Un museo accessibile, aperto e gratuito per gli studenti
Il nuovo allestimento nasce con una forte vocazione educativa. Triennale Milano ha progettato il percorso per parlare a pubblici diversi, dagli addetti ai lavori a chi si avvicina per la prima volta al mondo del progetto. L’ingresso gratuito per gli studenti di ogni età rafforza questa visione inclusiva, trasformando il Museo in uno spazio di apprendimento e scoperta, dove osservare gli oggetti significa comprenderne funzioni, processi e valori.
Design, industria e innovazione: un dialogo continuo
Il percorso mette al centro il rapporto tra progettazione e sistema produttivo, mostrando come il design italiano sia cresciuto in stretta relazione con le imprese. Le recenti acquisizioni ampliano ulteriormente questo dialogo, raccontando nuove esigenze della società contemporanea e l’evoluzione delle discipline progettuali. Ne emerge un racconto dinamico, in cui il design non è mai statico, ma costantemente attraversato da innovazione, tecnologia e mutamenti sociali.
Cinque approfondimenti tematici arricchiscono il percorso, trasformandolo in un’esperienza attiva. Decorazione, riviste di settore, persona, autoprogettazione e leggerezza diventano spazi di sperimentazione e gioco, pensati come installazioni site-specific. Il visitatore è invitato a toccare, combinare immagini, interagire con algoritmi generativi o confrontare pesi e materiali, comprendendo in modo diretto concetti chiave della progettazione. La celebre Superleggera di Gio Ponti diventa così un punto di partenza per riflettere sul significato concreto della leggerezza nel design.
Inclusione e accessibilità al centro del progetto
Grande attenzione è stata dedicata all’accessibilità, grazie alla collaborazione con realtà specializzate come Associazione Culturale Fedora, L’abilità e il Politecnico di Milano. Il Museo mette a disposizione materiali in linguaggio facile da leggere, comunicazione aumentativa, Braille, contenuti in LIS e International Sign, audiodescrizioni, mappe tattili e strumenti sensoriali. Un approccio che rende l’esperienza museale realmente aperta e fruibile da tutti.
Dai maestri storici ai protagonisti del contemporaneo
La collezione si arricchisce di opere che spaziano dai grandi nomi del Novecento, come Ettore Sottsass, Carlo Mollino e Piero Bottoni, fino ai protagonisti del design contemporaneo. Ampio spazio è dedicato anche a settori come moda, trasporti, nautica, grafica e illustrazione, con presenze che raccontano l’evoluzione del progetto tra tradizione e ricerca. L’estensione cronologica fino ai primi anni Duemila consolida il Museo come osservatorio sul presente e sul futuro del design.
Un museo che parla anche ai più piccoli
In occasione del nuovo percorso, Triennale Milano presenta anche una nuova edizione dell’Album Junior del Museo del Design Italiano, pensato per bambini e famiglie. La pubblicazione integra contenuti video in LIS, glossari illustrati e audiodescrizioni, confermando la volontà di rendere il design un linguaggio condiviso fin dall’infanzia.