Il Museo del Fumetto offre 135 tavole Marvel al Comune di Milano per estinguere il debito
Milano – Una proposta singolare e dal forte valore simbolico arriva dalla Fondazione Franco Fossati, gestore del Museo del Fumetto di Milano: donare 135 tavole originali della Marvel al Comune per saldare un debito residuo di circa 160mila euro, legato all’utilizzo degli spazi in viale Campania. L’iniziativa, se accettata, permetterebbe alla Fondazione di partecipare al […]
Milano – Una proposta singolare e dal forte valore simbolico arriva dalla Fondazione Franco Fossati, gestore del Museo del Fumetto di Milano: donare 135 tavole originali della Marvel al Comune per saldare un debito residuo di circa 160mila euro, legato all’utilizzo degli spazi in viale Campania. L’iniziativa, se accettata, permetterebbe alla Fondazione di partecipare al nuovo bando per la gestione degli spazi, evitando l’esclusione a causa delle pendenze economiche.
Una soluzione alternativa: prestazione in luogo dell’adempimento
L’operazione ipotizzata si configura come una “datio in solutum”, ossia una prestazione alternativa per soddisfare un obbligo, ammessa dal codice civile. La proposta è stata illustrata in commissione cultura a Palazzo Marino da Domenico Piraina, direttore del settore Cultura del Comune. Per garantire la correttezza dell’accordo, le tavole sono state periziate da Finarte e valutate dagli esperti comunali, che hanno già visionato le opere.
Verso lo sgombero degli spazi entro fine luglio
Nel frattempo, la Fondazione Fossati sta lavorando per liberare i locali entro la scadenza fissata per fine luglio, quando dovrà riconsegnare ufficialmente le chiavi dell’immobile comunale. Questo comporterà la temporanea chiusura del Museo WOW Spazio Fumetto, che si troverà in una fase di sospensione fino all’esito del nuovo bando di assegnazione.
Incognite sul futuro, ma si guarda anche oltre Milano
Luigi Bona, direttore del Museo, mantiene un atteggiamento fiducioso. Nonostante l’incertezza sull’esito della procedura pubblica, sottolinea che altre città italiane hanno manifestato interesse a ospitare il museo nel caso non fosse riconfermato a Milano. Una possibilità concreta che la Fondazione potrebbe valutare qualora l’assegnazione dello spazio non andasse a buon fine.