Il Museo del Novecento ospita “Urrà la neve!”, la mostra su Armando Testa che racconta oltre 30 anni di grafica sportiva
Milano diventa sempre più olimpica anche nei suoi spazi culturali. In vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina, il Museo del Novecento ospita “Urrà la neve! Armando Testa e lo sport”, una mostra focus che accende i riflettori su uno degli aspetti più iconici della produzione del maestro della pubblicità italiana: il racconto […]
Milano diventa sempre più olimpica anche nei suoi spazi culturali. In vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina, il Museo del Novecento ospita “Urrà la neve! Armando Testa e lo sport”, una mostra focus che accende i riflettori su uno degli aspetti più iconici della produzione del maestro della pubblicità italiana: il racconto visivo dello sport. Un percorso compatto ma denso, che restituisce oltre trent’anni di sperimentazione grafica in cui movimento, velocità e gesto atletico diventano forma, segno e linguaggio universale.
Un progetto curatoriale tra memoria e visione
La mostra nasce dalla collaborazione con Testa per Testa ed è curata da Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello. In esposizione sette manifesti storici e un contributo audiovisivo che attraversano decenni di ricerca, mettendo in luce la capacità di Armando Testa di trasformare lo sport in un potente strumento narrativo e simbolico. Ogni opera racconta un’idea di energia e dinamismo che supera il semplice evento sportivo per diventare immaginario collettivo.
Dalla velocità degli anni Cinquanta alle icone del Novecento
Il percorso espositivo parte dagli anni Cinquanta, con manifesti come Moto Guzzi Lodola Sport 175 (1954), dove la sintesi cromatica e il senso del movimento restituiscono un’idea moderna di velocità. Seguono i lavori dedicati alla XVII Olimpiade (1959), che segnano l’ingresso definitivo dello sport come simbolo di progresso e partecipazione.
Negli anni Sessanta e Settanta, opere come Cervinia, l’8° Concorso Ippico Internazionale e il Grand Prix della Pubblicità mostrano una progressiva riduzione formale: l’immagine diventa protagonista assoluta, capace di fondere corpo, paesaggio e segno grafico in un’unica visione.
Dallo sport all’icona culturale
Con lavori come Azzurra (1987) e Torino ’90, Armando Testa firma immagini entrate nell’immaginario collettivo, trasformando l’evento sportivo in icona culturale. Accanto ai manifesti, il celebre carosello Il treno per Saiwa amplia la riflessione sul movimento anche attraverso il linguaggio audiovisivo, con corpi che si fanno macchina, ritmo e performance, anticipando sperimentazioni artistiche di respiro internazionale.
Un linguaggio ancora attuale
Le opere in mostra, diverse per epoca e supporto, raccontano la straordinaria versatilità di Armando Testa e la sua capacità di rendere lo sport un linguaggio universale, immediato e ancora oggi sorprendentemente contemporaneo. A completare l’iniziativa, oggi alle 18.30 al FORUM900 del Museo del Novecento è in programma il talk “Urrà la neve. Sport, arte e design nei lavori di Armando Testa”, introdotto dall’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.