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Il nuovo hotel di De Lucchi in viale Scarampo apre nel 2027: così cambia l'ex quartiere fieristico

Struttura ultimata entro gennaio, gestione affidata a UNA Italian Hospitality. Bozzetti: "Rafforziamo la vocazione congressuale dell'area".

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I lavori dell'albergo di viale Scarampo, nel quartiere Portello, entrano nella fase conclusiva. La torre progettata da AMDL CIRCLE e Michele De Lucchi per Fondazione Fiera Milano raggiunge i 90 metri di altezza distribuiti su 22 piani, in una posizione che la colloca a poca distanza dall'Allianz MiCo e dal comparto di CityLife. L'intervento vale complessivamente 66 milioni di euro e sorge su un'area in precedenza occupata da un parcheggio. Il completamento strutturale è previsto entro gennaio, mentre l'apertura al pubblico è fissata per settembre 2027.


La realizzazione è affidata a un'associazione temporanea di imprese guidata da Nessi & Majocchi in qualità di mandataria, insieme a Gualini, Zaffaroni e Gianni Benvenuto. La gestione alberghiera andrà invece a UNA Italian Hospitality, che opererà con il marchio upper-upscale del gruppo sotto l'insegna UNA Esperienze Milano CityLife.


Bozzetti: "Un patrimonio strategico che diventa motore di sviluppo"


Il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti, ha collocato l'operazione dentro il percorso di trasformazione dell'ex polo fieristico, che nel 2029 accoglierà anche il nuovo centro di produzione della Rai. "La rigenerazione di un quartiere ha valore quando crea nuove opportunità e cambia il modo in cui un'area viene vissuta e utilizzata", ha dichiarato. Secondo Bozzetti la nuova struttura "rafforzerà la vocazione congressuale dell'area, rendendola più completa e attrattiva": una maggiore capacità ricettiva, ha spiegato, può sostenere la crescita di fiere, congressi ed eventi oltre che dei flussi turistici, generando ricadute per gli operatori del territorio.


De Lucchi: "La torre verde minerale distintiva ed elegante"


L'architetto ha spiegato la scelta cromatica e materica che distingue l'edificio dal contesto circostante. "La torre ha un colore verde-grigio, che abbiamo chiamato 'verde minerale'", ha dichiarato De Lucchi, definendo il risultato "un'architettura dichiaratamente materica e colorata, capace di distinguersi dalle torri vetrate senza contrapporsi ad esse". Il volume, solido e compatto alla base, è lavorato con costolature verticali che danno profondità alle facciate. "Queste nervature assorbono e mitigano la presenza delle finestre, delle aperture e degli elementi tecnici, ricomponendoli all'interno di un disegno unitario", ha spiegato il progettista. L'intero rivestimento è composto da pannelli di alluminio trattati a plissé, mentre la struttura si assottiglia salendo: "Il volume, più solido e compatto alla base, si fa verso l'alto più sottile, più esile, più elegante".


Il prospetto è definito da una griglia regolare di montanti e traversi sottilissimi, in cui le superfici trasparenti si alternano ai tamponamenti opachi in lastre metalliche plissettate, scandite da lame verticali. La disposizione delle lame intercetta la luce in modo diverso nell'arco della giornata, generando ombre e riflessi che modificano la percezione della superficie. I marcapiani scompaiono e l'edificio appare come uno sviluppo continuo verso l'alto. Anche la posizione dell'osservatore incide sul risultato: frontalmente la facciata lascia emergere trasparenza e profondità, mentre di lato appare compatta e opaca. Le lame svolgono inoltre una funzione tecnica, poiché integrano e mascherano le componenti impiantistiche all'interno di un'unica pelle architettonica.


Come è organizzata la torre


La pianta regolare e compatta ospita 173 camere disposte attorno a un nucleo centrale che separa i percorsi verticali dalle aree ricettive, garantendo affacci diretti sulla città. Alla base un podio vetrato alto sette metri accoglie reception, hall, lounge e uffici. Il piano terra si apre su una nuova piazza urbana collegata alla fermata M5 Portello, mentre una lunga pensilina si protende verso viale Scarampo segnando l'ingresso.


La rastremazione del volume genera una sequenza di terrazze ai livelli superiori. Fra il diciottesimo e il ventunesimo piano si concentrano ristorante, sky lounge e belvedere, collegati da una scala e da spazi a tutta altezza. Le superfici esterne in quota superano complessivamente i 350 metri quadrati e si affacciano sullo skyline, sul parco di CityLife e sull'asse nord-occidentale della città.


Maiocchi: "Lavoro sinergico, di qualità e in tempi brevi"


Sul fronte esecutivo, il general contractor rivendica tempi ridotti grazie a soluzioni costruttive avanzate: quattro piani completati al mese sul piano strutturale e l'installazione dell'intera facciata vetrata, composta da moduli prefabbricati, in tre mesi. La prefabbricazione fuori opera ha riguardato anche i bagni delle camere, realizzati completi di finiture e successivamente trasferiti all'interno dell'edificio, così da procedere in parallelo con l'avanzamento delle strutture.

"Insieme alle imprese associate abbiamo lavorato in maniera sinergica per affrontare la complessità dell'edificio, il suo sviluppo verticale e l'elevata qualità architettonica", ha dichiarato Angelo Maiocchi, presidente di Nessi & Majocchi, sottolineando il ruolo di "persone e maestranze che ogni giorno lavorano in cantiere".


Quaranta candidature per la gestione


La selezione dell'operatore alberghiero ha visto la partecipazione di oltre quaranta soggetti internazionali. "Siamo orgogliosi di essere stati selezionati tra oltre 40 operatori di tutto il mondo", ha dichiarato Giorgio Marchegiani, amministratore delegato di UNA Italian Hospitality, che ha definito il gruppo "una catena di hotel quintessential Italian".

L'ambizione dichiarata riguarda anche il rapporto con la città: creare "un hub di riferimento per una clientela diversificata e internazionale, ma anche per la comunità milanese", con un rooftop destinato alla convivialità.


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