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Il Parco Agricolo Sud Milano passa sotto il controllo di Regione Lombardia

Milano – Anche il Comune di Milano, ultimo dei 60 aderenti, ha approvato il nuovo statuto del Parco Agricolo Sud, formalizzando così il passaggio della gestione dell’ente dalla Città Metropolitana alla Regione Lombardia. Una decisione forzata, secondo l’amministrazione cittadina, che si è trovata nell’impossibilità di modificare il testo già adottato dagli altri Comuni. Nuovo assetto […]

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Milano – Anche il Comune di Milano, ultimo dei 60 aderenti, ha approvato il nuovo statuto del Parco Agricolo Sud, formalizzando così il passaggio della gestione dell’ente dalla Città Metropolitana alla Regione Lombardia. Una decisione forzata, secondo l’amministrazione cittadina, che si è trovata nell’impossibilità di modificare il testo già adottato dagli altri Comuni.

Nuovo assetto gestionale per il Parco Sud: cosa cambia

Con la ratifica del nuovo statuto, il Parco Agricolo Sud viene riorganizzato secondo lo schema tipico dei parchi regionali. Spariscono le figure finora espressione diretta dei Comuni: non ci saranno più vice presidenti nominati dal Comune di Milano o da altri sindaci, né consiglieri indicati dalle amministrazioni locali. Il nuovo consiglio direttivo sarà composto da cinque membri: tre nominati dalla Giunta regionale, uno dal Comune di Milano e uno dalla Città Metropolitana – ma senza la possibilità che si tratti di consiglieri in carica. Restano in carica, invece, i rappresentanti delle associazioni ambientaliste e del mondo agricolo.

Risorse economiche riviste: più fondi da Regione e Comune

Il cambiamento di governance porta con sé anche una nuova distribuzione degli oneri economici. Milano e Regione Lombardia aumenteranno significativamente il loro contributo annuo, rispettivamente a circa 100mila e 600mila euro. Al contrario, la Città Metropolitana potrà contare su una riduzione della propria quota, liberando risorse per altri ambiti.

Statuto blindato, polemiche in Consiglio: “Scelta imposta”

La seduta del Consiglio comunale ha visto un voto favorevole da parte della maggioranza di centrosinistra (con due astenuti del PD) e del centrodestra. Tuttavia, due consiglieri della stessa maggioranza – Carlo Monguzzi ed Enrico Fedrighini – hanno votato contro, criticando l’impossibilità di emendare lo statuto. Fedrighini ha proposto, senza successo, di inserire nello statuto l’obiettivo di espansione delle aree verdi e il rafforzamento dei sistemi ecologici di confine. Il parere tecnico del segretario comunale ha però bloccato ogni tentativo di modifica, rendendo il testo “blindato”.

Approvato un ordine del giorno per rafforzare la tutela ambientale

Pur in assenza di margini di intervento sullo statuto, è stato accolto e approvato un ordine del giorno proposto dal PD che chiede un impegno politico a tutela del parco. Il documento, sostenuto dalla giunta e approvato dall’aula, punta a preservare l’integrità ambientale e agricola del Parco Sud, con particolare attenzione alla biodiversità. “Servono garanzie forti per impedire speculazioni e salvaguardare la vocazione agricola del territorio”, ha affermato la consigliera Natascia Tosoni, prima firmataria del testo.

Parco Agricolo Sud: un patrimonio verde di oltre 47mila ettari

Il Parco Agricolo Sud Milano è una delle realtà ambientali e produttive più estese e significative d’Italia. Si estende per 47.000 ettari, coinvolge 60 Comuni dell’area metropolitana e rappresenta circa il 30% dell’intero territorio provinciale. È un mosaico di aree pubbliche e private, dove operano circa 900 aziende agricole e 400 allevamenti. Le colture principali sono riso e mais, mentre la zootecnia è concentrata soprattutto sull’allevamento di bovini. Il parco ospita anche 33 agriturismi, 12 castelli storici e un ricco patrimonio paesaggistico che lo rende un elemento strategico per la sostenibilità dell’area milanese.

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