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Categoria: ARTE - CULTURA

Il Politecnico di Milano inaugura il 163° Anno Accademico: visione europea, diplomazia scientifica e nuove lauree

Il Politecnico di Milano ha aperto ufficialmente il suo 163° Anno Accademico con una cerimonia che ha messo al centro il valore della responsabilità, la necessità di visione critica e il ruolo dell’università in un mondo attraversato da tensioni geopolitiche e rapidi cambiamenti tecnologici. Una giornata che ha delineato le priorità del prossimo Piano Strategico […]

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Il Politecnico di Milano ha aperto ufficialmente il suo 163° Anno Accademico con una cerimonia che ha messo al centro il valore della responsabilità, la necessità di visione critica e il ruolo dell’università in un mondo attraversato da tensioni geopolitiche e rapidi cambiamenti tecnologici. Una giornata che ha delineato le priorità del prossimo Piano Strategico 2026-2028, fondato su identità europea, diplomazia scientifica e formazione internazionale.

L’università come presidio di pensiero critico e responsabilità civile

Nel suo intervento, la rettrice Donatella Sciuto ha richiamato il pericolo di una civiltà che rinuncia a interrogarsi, evidenziando come polarizzazione, disinformazione e instabilità internazionale possano erodere fiducia e coesione sociale.

“Mai come ora servono luoghi liberi in cui coltivare autonomia e confronto”, ha affermato, ribadendo il ruolo dell’università come spazio capace di ricucire visioni frammentate e alimentare un pensiero critico consapevole, soprattutto in relazione all’uso della tecnologia.

Diplomazia scientifica: il Politecnico come ponte tra istituzioni e cooperazione internazionale

Uno dei capisaldi del prossimo triennio sarà la science diplomacy, già al centro di oltre sessanta iniziative internazionali sviluppate tra il 2023 e il 2025. Il Politecnico ha ampliato del 25% i progetti con partner africani, avviato collaborazioni con otto agenzie ONU e ottenuto la conferma del quarto rinnovo delle due Cattedre UNESCO attive dal 2012. “Vogliamo essere un attore globale nella costruzione del dialogo, mettendo le nostre competenze al servizio della collaborazione internazionale”, ha spiegato Sciuto.

Europa al centro: un presidio a Bruxelles e la sfida dell’innovazione

Nella visione illustrata dalla rettrice, l’Europa è molto più di un riferimento istituzionale: rappresenta un orizzonte culturale e una responsabilità condivisa. Il Politecnico aprirà nel 2026 un presidio permanente a Bruxelles per rafforzare il confronto con le istituzioni UE, in vista anche del prossimo Programma Quadro FP10.

A conferma della direzione intrapresa, è stata citata la Tech Europe Foundation (TEF) – progetto con Bocconi, ION, FSI e Camera di Commercio – che ha già raccolto 120 milioni di euro, finanziato oltre cinquanta ricercatori e avviato programmi dedicati all’imprenditorialità scientifica. La rettrice ha richiamato le parole di Mario Draghi sulla necessità di colmare il gap europeo nell’innovazione: frammentazione e dissenso interno indeboliscono la capacità dell’Europa di competere nelle grandi transizioni tecnologiche.

Tre nuove lauree triennali in inglese: formazione internazionale e multidisciplinare

Il Politecnico registra nel 2025 il più alto numero di studenti internazionali della sua storia: quasi 9.000 immatricolati, di cui oltre 6.000 magistrali. Per rispondere a una crescente domanda globale, da settembre 2026 partiranno tre nuove triennali in inglese:

  • Engineering Science (Milano)
  • Industrial Engineering (Piacenza)
  • Process Engineering (Cremona)

Percorsi fortemente multidisciplinari, pensati per preparare professionisti capaci di muoversi in un contesto internazionale e di interpretare le trasformazioni tecnologiche in atto.

Diritto allo studio: copertura totale e sostegno alle fragilità

Il tema dell’inclusione resta un pilastro dell’Ateneo: il Politecnico garantisce la copertura del diritto allo studio per tutti i 7.000 idonei, grazie a 9,5 milioni di euro di fondi propri. Tra i progetti più significativi:

  • il programma UNICORE con UNHCR, che ha accolto nove studenti rifugiati in due anni
  • borse di studio dedicate a studenti provenienti da aree di conflitto

“Il valore più autentico del nostro lavoro emerge nelle storie personali che si intrecciano nelle nostre aule”, ha sottolineato Sciuto.

Team studenteschi: la forza dell’innovazione che nasce dal confronto

La cerimonia ha celebrato anche i venti team studenteschi impegnati in competizioni internazionali, coinvolgendo ogni anno circa 900 studenti e collaborazioni in sedici Paesi. Un modello che intreccia creatività, competenze tecniche e lavoro interdisciplinare.

Tra i risultati citati:

  • Polimi Sailing Team
  • ACM Team Polimi
  • Team Polimi Trust Onrust
  • PoliMove, eccellenza globale nelle competizioni di guida autonoma

Esempi concreti di un’università che investe sui giovani e sulla loro capacità di misurarsi con sfide globali.

“Il futuro è un filo da costruire insieme”: la chiusura della rettrice

La cerimonia si è conclusa con un richiamo alla responsabilità collettiva: il Politecnico si riconferma come comunità unita da un filo che attraversa generazioni e idee. “Il futuro non è un destino già scritto – ha affermato Sciuto – ma un tessuto che si costruisce con le mani e il pensiero di chi sceglie di immaginarlo. Dove il pensiero unisce, nulla va perduto.”

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