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In Lombardia le politiche locali aiutano i giovani a diventare adulti: lo studio della Statale di Milano

Uno studio dell’Università Statale di Milano evidenzia il ruolo decisivo dei territori e delle politiche locali per i giovani lombardi.

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Un nuovo studio condotto dall’Università Statale di Milano analizza come i giovani tra i 17 e i 25 anni affrontano il passaggio verso la vita adulta. Il progetto Maybe – Moving into Adulthood in uncertain times, finanziato da Fondazione Cariplo e coordinato dalla prof.ssa Simona Guglielmi, evidenzia come vincoli economici, culturali e istituzionali influenzino il percorso di autonomia dei ragazzi in Lombardia.

L’importanza di responsabilità e autonomia

Dalla ricerca emerge che il 97% dei giovani ritiene essenziale assumersi responsabilità, mentre il 75% considera centrale l’autonomia economica. Al contrario, matrimonio e genitorialità sono meno prioritari, con solo il 13% e l’11% di interesse rispettivamente. Tuttavia, le aspettative dei giovani si scontrano con la realtà: lasciare la casa dei genitori avviene mediamente oltre i 30 anni e il lavoro stabile arriva più tardi del previsto.

Disuguaglianze territoriali

Non tutti i giovani hanno le stesse opportunità di sperimentare l’adultità. Solo il 7,5% degli studenti dichiara di avere accesso contemporaneo a tempo libero, lavoro e sostegno, mentre circa il 35% non ha alcuna risorsa. Nei territori con meno servizi, solo il 48% dei giovani si sente libero di sperimentare, contro il 64% nei contesti più “youth-friendly”.

Il ruolo chiave delle politiche locali

I case study analizzati mostrano che la partecipazione a progetti e servizi locali favorisce sperimentazione, autostima e fiducia nel futuro. Le politiche locali diventano quindi un vero e proprio “capitale territoriale”, fondamentale per ampliare le possibilità di autonomia, ridurre le disuguaglianze e sostenere il benessere delle nuove generazioni.

Giovani come attori strategici

“Il nostro obiettivo – spiega Simona Guglielmi – è superare la visione dei giovani come destinatari passivi di interventi, riconoscendoli invece come attori strategici e risorsa per lo sviluppo delle comunità locali”. Lo studio invita a costruire politiche giovanili che trasformino le opportunità in esperienze concrete di crescita e cittadinanza attiva.

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