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Kruso Art chiude il semestre con due aste dedicate all’arte moderna e contemporanea

Appuntamento il 3 luglio a Milano per un doppio incanto: lotti sotto i 3.000 euro e capolavori del Novecento Milano – Kruso Art saluta la prima parte dell’anno con un evento doppio che unisce accessibilità e alta qualità nel segno dell’arte contemporanea. Giovedì 3 luglio, nella sede milanese di Palazzo Largo Augusto, andranno in scena […]

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Appuntamento il 3 luglio a Milano per un doppio incanto: lotti sotto i 3.000 euro e capolavori del Novecento

Milano – Kruso Art saluta la prima parte dell’anno con un evento doppio che unisce accessibilità e alta qualità nel segno dell’arte contemporanea. Giovedì 3 luglio, nella sede milanese di Palazzo Largo Augusto, andranno in scena due aste imperdibili: U-3 Under 3K Euros e Arte Moderna e Contemporanea. I 218 lotti in catalogo testimoniano la ricchezza espressiva di un panorama artistico variegato e in continua evoluzione.

Asta U-3: l’arte sotto i 3.000 euro parla al collezionismo giovane

La mattina del 3 luglio, a partire dalle ore 11, si aprirà la prima sessione dell’asta dedicata a opere dal valore stimato inferiore ai 3.000 euro. In evidenza, i colori intensi dell’artista birmano Paw Oo Thett con un lavoro del 1991, e la rara sedia-scultura “Lassù” di Alessandro Mendini, realizzata in edizione limitata per il Vitra Design Museum.

Tra le chicche: un manifesto di Andy Warhol tratto dalla celebre serie “The Last Supper”, testimonianza del suo complesso rapporto con la spiritualità. Non mancano espressioni più materiche e astratte, come quelle di Roger Selden e Alexandre Istrati, o il rigore geometrico di Rodolfo Aricò. A spiccare anche le sperimentazioni pop di Omar Ronda e le forme post-cubiste dell’albanese Ibrahim Kodra.

Arte Moderna e Contemporanea: una panoramica d’autore da Calzolari a Vautier

Alle 16.30 prenderà il via la sessione pomeridiana, incentrata su nomi di spicco dell’arte moderna e attuale. Pier Paolo Calzolari sarà protagonista con un’opera del 2017, dove l’uso di materiali eterogenei (piume, sale, legno) trasmette la poetica trasformativa della luce veneziana.

In catalogo anche “La croce rossa se ne va pure lei” di Mattia Moreni, dipinto potente e visionario del 1984, e un’opera del 1983 di Ben Vautier, artista recentemente scomparso, che incarna lo spirito Fluxus con ironia e provocazione.

Non manca l’irriverenza di Martin Kippenberger con “Yo” (1990), dove l’uso del lattice conferisce all’opera un’impronta scultorea e post-moderna, mentre l’artista congolese Cheri Samba denuncia le contraddizioni sociali del suo paese con “Aveugle” del 1992.

Un catalogo ricco di emozioni, dalla memoria storica alla riflessione contemporanea

Tra i protagonisti italiani spiccano anche Tano Festa, con un “Armadio rivisitato” del 1976 privo di maniglie e serrature – simbolo di chiusura esistenziale –, e Ottone Rosai, maestro del Novecento, presente con un evocativo “Notturno” del 1937. Entrambe le opere incarnano la volontà di esplorare la soglia tra visibile e invisibile, tra spazio domestico e dimensione metafisica.

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