La fotografia digitale ha già mezzo secolo di storia
La fotografia digitale nasce nel 1975 quando Steven Sasson, ingegnere Kodak, costruisce la prima fotocamera digitale funzionante: pesa 3,6 kg e registra immagini in bianco e nero su una cassetta. Per arrivare però a un prodotto che non sia solo un prototipo di laboratorio devono passare oltre 15 anni, quando la Kodak immette sul mercato […]
La fotografia digitale nasce nel 1975 quando Steven Sasson, ingegnere Kodak, costruisce la prima fotocamera digitale funzionante: pesa 3,6 kg e registra immagini in bianco e nero su una cassetta. Per arrivare però a un prodotto che non sia solo un prototipo di laboratorio devono passare oltre 15 anni, quando la Kodak immette sul mercato la DSC-100, fotocamera professionale da 1.3 Mpx (milioni di pixel) e dal costo di circa 20.000 dollari. Destinata soprattutto a redazioni e agenzie, non supera le mille unità vendute.
L’arrivo delle digitali consumer
La prima fotocamera digitale destinata al grande pubblico è la QuickTake – realizzata in collaborazione tra Kodak e Apple – che vede la luce nel 1994: ha memoria sufficiente solo a salvare otto scatti con una risoluzione di 640X480 pixel (ossia circa 0,3 Mpx).
Nel 1999 la Nikon lancia la D1, la prima reflex digitale professionale relativamente accessibile: 2,7 megapixel per meno di 6.000 dollari. L’anno dopo la Canon risponde con la D30, reflex semiprofessionale di prezzo simile. Le prime reflex davvero alla portata degli amatori arrivano poco dopo: nel 2003 Canon lancia la 300D, oltre 6 megapixel a meno di 1.000 dollari, cui Nikon replica nel 2004 con la D70, con caratteristiche e prezzo confrontabili,
Nel frattempo arrivano anche modelli “compatti” come la Sony Cybershot e la Canon PowerShot, pensate per chi desidera una macchina leggera e semplice da usare senza l’ingombro di reflex e obiettivi.
In questi primi anni 2000 la fotografia digitale diventa lo standard per la maggior parte degli utenti e i produttori dismettono gradualmente la produzione di fotocamere a pellicola. E di lì a poco si assiste a un fenomeno del tutto nuovo: l’avvento degli smartphone, che integrano fotocamere sempre più evolute e cambiano per sempre il modo di fotografare.
Camera-phone
Il comparto fotografico dei “telefonini” in pochi anni si è trasformato da semplice funzione accessoria a vero fulcro dell’esperienza mobile.
I primissimi modelli che permettevano di fotografare sono nati ad inizio secolo (Sharp J-SH04) e avevano risoluzione minima e pochissime funzioni, ma già nel 2005 il Sony Ericsson K750i vantava autofocus e sensore da 2 Mpx.
Nel 2007 arriva il Nokia N95, probabilmente il primo telefono con qualità fotografiche comparabili con quelle di una fotocamera compatta economica, ma la vera svolta avviene nel 2010 con l’iPhone 4 che rese la fotografia mobile semplice, immediata e di alta qualità, grazie anche all’introduzione della fotocamera frontale.
Da qui in poi oltre ad Apple molti produttori (come Nokia, HTC, Lumia, Google, Huawei, Samsung e altri) sforneranno modelli sempre più perfezionati: nel giro di 15 anni, grazie a sensori più grandi, autofocus più efficienti, stabilizzatori su più assi, zoom sempre più estesi e – ultimamente – con l’ausilio dell’AI, i modelli di gamma media e alta decreteranno un forte ridimensionamento del mercato delle tradizionali fotocamere digitali compatte.
Smartphone o fotocamera?
Naturalmente per un fotografo professionista – o un fotoamatore appassionato – il corredo di corpo macchina, obiettivi e accessori non può in nessun modo essere sostituito da un telefonino, per quanto evoluto. Ma per le foto ricordo, i panorami delle vacanze e le fotografie di tutti i giorni è migliore un buono smartphone o una buona fotocamera compatta?
Possiamo dire che oggi la differenza è minima e che non esiste una risposta univoca: lo smartphone di solito è più aggiornato a livello di software e spesso l’AI migliora la nitidezza e la gamma dinamica, sopperendo ai limiti del sensore. Inoltre c’è il grande vantaggio di poter condividere gli scatti in un attimo.
Una buona fotocamera, invece, ha il vantaggio di un sensore più grande e di un obiettivo “vero”, con dimensioni molto maggiori. Inoltre lo zoom ottico è senz’altro superiore allo zoom digitale e in generale l’ergonomia è superiore.
In definitiva il vantaggio più grande dello smartphone è che è già in tasca, pronto per l’uso, mentre portarsi dietro anche una fotocamera è senz’altro più scomodo.
E.D.